mercoledì 7 marzo 2012

Esseri Infiniti

Pubblicato da alle 7:56 PM
Per anni la storia e il mondo ci narrano di come gli uomini hanno percorso la terra, rincorrendo quello che noi,  comunemente, chiamiamo Potere.
Una parola all’apparenza sicura,  priva di qualsiasi provocazione;  semplice.  
Ciò che sconvolge questa interpretazione è il concetto, il significato, l’essenza, che  racchiude uno dei più grandi ordigni distruttivi mai  inventato.
Se le apparenze non ingannassero, nemmeno questa parola avrebbe troppa importanza, volerebbe via con il respiro mentre la si pronuncia.
Potere ha potenti artigli, con cui si aggrappa saldamente al cuore di chi l’assapora anche solo per pochi attimi, oscurando e soffocando i sentimenti più puri e trasparenti. Uccidendo  l’onore, la lealtà e la fratellanza.
Al loro posto genera un vero esercito di malattie, che si cibano di un vortice continuo di violenze, intrighi, tradimenti.
Portandoci al lento degrado della mente e della coscienza.
In realtà il potere è un sordo inganno che ama prendersi gioco di coloro che ne sono schiavi, dipendenti. 
La grande illusione è che nessuno mai lo detiene, non può essere rinchiuso né posseduto, è fuggevole e schivo. Un alleato mal fidato.
Forse da sempre, ma sicuramente nel mondo odierno, siamo creature straordinarie in grado di fare e pensare cose magnifiche enormi, colossali. 
Dalla debolezza della nostra natura e dotati di ben poche armi, ci siamo trasformati in esseri  in grado di sovrastare tutte le altre specie, dominarle.
Ci siamo spinti anche oltre i confini che credavamo raggiunti cercando di combattere le distanze, le malattie incurabili e il tempo.  
Ma in questo cammino fatto di ostacoli più alti e salite vertiginose, il traguardo sembra essere sempre più lontano e vano. Cominciamo a perdere di vista le cose veramente importanti le essenziali emozioni della vita che ci costruiscono, creano e plasmano. Insegnandoci ad essere l’uno diverso e al tempo stesso legato all’altro in una catena infinita, terribilmente fragile.
Crediamo che per essere apprezzati dagli altri non occorra essere se stessi. 
Nella nostra spasmodica ricerca per affermare la superiorità di noi stessi  sui diversi diventiamo tanti cloni. Tanti piccoli individui ordinari e dotati delle medesime regole, che vagano per pensieri futili, troppo celebrali per comprendere che colui che giudichiamo o che facciamo soffrire ci somiglia.
Correremo a comprare cose di cui non abbiamo affatto bisogno,  ma che ci regalano un barlume di apprezzamento dagli altri che dura  pochi preziosissimi minuti. Cominceremo a disprezzare cose che non conosciamo affatto,  ma soprattutto, dubiteremo di altre cose, che ci potrebbero salvare.
E sebbene il mondo sembri progredire fino all'eccesso, noi assistiamo inermi alla lenta inesorabile morte del nostro ingegno della nostra arte, di noi stessi.
Ci sentiamo sempre più fragili, deboli, bisognosi di un urgente stato di certezze continue, convinzioni e posizioni che ci rammentino sempre che siamo unici, inqualificabili e irraggiungibili. 
In altre parole, il potere diviene la nostra sorgente di sussistenza. 
Ci serve, per sentirci di nuovo apprezzati, temuti o amati.
Siamo diventati talmente potenti da considerarci  immortali, esseri dai cammini infiniti.
Senza più dar importanza a quello che può trasmetterci un libro, o un sogno ad occhi aperti, perderemo tempo prezioso a venerare principi che esaltano solo noi stessi e la nostra estetica.  Che ci rendono o, piuttosto ci fanno credere di essere, superiori nella differenza dagli altri.
In verità, tante emozioni  e tante storie magnifiche ed immortali, tentano di ricordarci ogni giorno che nel nostro cammino esiste un arrivo. 
Solo così comprendiamo  che l’attimo che stiamo vivendo è infinito e irriproducibile e incredibilmente nostro, ogni respiro, sorriso, sguardo è prezioso più di un tesoro. Ogni persona che incontriamo, sfioriamo, ammiriamo costruisce il nostro cammino in questo mondo e ci completa, ci realizza, ci cresce ci cambia.
Noi stessi non siamo altro che un insieme immenso di minuscole esperienze. Tutto questo ci lega e ci distingue. Ma ci rende anche un pezzettino utile di un puzzle che viene costruito da secoli.
La mancanza di un elemento  rende incompleta la nostra esistenza.  
Non siamo esseri infiniti.
Che cosa serve essere grandi, potenti se con questo si dimentica chi siamo veramente?.
Sorrido oggi, poiché riesco a vedere luce nel crepuscolo del degrado che ci attanaglia. Rido notando come molti di noi riescano ad essere sempre più vivi e puri, queste persone sono in comunicazione con il mondo intero attraverso la voce del loro cuore.                        
Senza volerlo essi esercitano e sono in possesso, del  potere più grande di tutti:
Sanno, che occorre essere infiniti dentro.


E.B. (Concorso 2011, Bologna)



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