martedì 19 marzo 2013

I'm a woman in love...

Pubblicato da Lì alle 4:58 PM 0 commenti
Sarà l'avanzare dell'età ma sto diventando un poco sentimentale negli ultimi tempi! in realtà fa bene essere dolci ogni tanto, soprattutto verso se stessi, mettere da parte la corazza che ci siamo costruiti per combattere contro il mondo, concederci una pausa, una boccata di ossigeno, un bicchiere di vino (per chi è astemio; un'aranciata) ascoltando qualche canzone dimenticata e che stringe il cuore. Non badate a tutti gli impegni e problemi che avete; al vostro amico che non vi parla da anni, a quel maledetto progetto da realizzare, all'esame terribile da preparare, a vostra madre che vi tortura, agli anni che volano via, alla felicità che sembra perduta, ai sogni che non realizzerete mai [...]. Spogliatevi, mettetevi comodi, respirate e tirate fuori quella vecchia canzone che vi rende nostalgici ma terribilmente dolci.
Oggi, per me, quella canzone è Woman in love di Barbra Streisand, che oltre ad essere una grande attrice, è "l'artista femminile ad aver venduto il maggior numero di dischi negli Stati Uniti".
Ho pochi idoli nella mia vita, ma tante persone reali a cui ispirarmi e volgere il mio sguardo. Una di queste è sicuramente Barbra Streisand, forse per le qualità che io stessa le attribuisco; l'intelligenza, la sensibilità e l'essere eclettica.

Dedico questa canzone, questo bicchiere di nonsochecosa e questa nostalgia; a una notte fredda, a uno sguardo impertinente e alla gioventù di quell'attimo.

!) Sapevi che...  Il brano è stato scritto da alcuni esponenti dei Bee Gees (Barry, Maurice e Robin Gibb) ed è estratto dall'album Guilty del 1980.
In una trasmissione di American Top 40, un programma radiofonico, si dichiarò che la nota della Stresaind era la più "lunga" tenuta in una canzone al primo posto in classifica (non si sa se in realtà questa considerazione derivasse da veri e propri dati di fatto)



Woman in love
Life is a moment in space 
When the dream is gone 
It's a lonelier place 
I kiss the morning goodbye 
Down inside, you know we never know why 
The road is narrow and long 
When eyes meet eyes 
And the feeling is strong 
I turn away from the wall 
I stumble and fall 
But I give you it all 

I am a woman in love 
And I'd do anything 
To get you into my world 
And hold you within 
It's a right I defend 
Over and over again 
What do I do 

With you eternally mine 
In love there is no measure of time 
We planned it all at the start 
You and I live in each other's heart 
We may be oceans away 
You'll feel my love 
I hear what you say 
No truth is ever a lie 
I stumble and fall 
But I give you it all 

I am a woman in love 
And I'd do anything 
To get you into my world 
And hold you within 
It's a right I defend 
Over and over again 
What do I do 

I am a woman in love 
And I'm talking to you 
You know I know how you feel 
What a woman can do 
It's a right I defend 
Over and over again 

I am a woman in love 
And I'd do anything 
To get you into my world 
And hold you within 
It's a right I defend 
Over and over again



!) VEDI ANCHE: L'uccello del Paradiso




lunedì 4 marzo 2013

Un mese fuori, Residence o Famiglia? Liverpool

Pubblicato da Lì alle 4:12 PM 0 commenti

Io ero un accanita sostenitrice delle Famiglie all'estero.
«Si, io vado in famiglia, solo lì imparerò l'inglese come si deve!»
Queste le mie parole prima di partire per il mio mese d'avventura. Ecco come ho cambiato velocemente idea;

Arrivata a Lvp ero alquanto spaesata, pioveva a dirotto, vento gelido e io, con i miei vestitini di cotone che già erano troppo pesanti per il caldo estivo italiano, mi sono ritrovata zuppa e tremante di freddo.
Ero davvero impreparata. Insomma sapevo che in Inghilterra piove sempre e blablabla... ma lo credevo un...come si dice...un assurdo Cliché.
Ecco servita la mia spavalderia.
Quando ero in Italia (giusto 2 giorni prima di partire) avevo scoperto che la mia famiglia ospitante, si trovava a ben 30 minuti dal centro di Liverpool, in un paesello chiamato Walton.
Non mi ero fatta troppe domande né mi ero preoccupata troppo, pensando che in qualche modo (come sempre) me la sarei cavata cercando un Bus.
Errore madornale...perché arrivata non sapevo proprio che pesci pigliare, mi trascinavo con una valigia troppo pesante (colpa di mia mamma!!) lungo il centro, fino a che come un miraggio, nel cielo plumbeo e con l'alluvione che mi oscurava la vista, ecco che poco lontano c'era il famoso "Information point" (completamente inutile visto che non capii assolutamente NIENTE delle indicazioni dello Scouser) Ero depressa, frustrata e maledivo la mia buona stella che sembrava avermi abbandonato in una terra sconosciuta. Pensai con nostalgia al sole caldo, al mare verde e puzzolente della mia città, quello di Liverpool mi pareva tanto un "mare nero".
Dopo vari tentativi, con la mia cartina inzuppata e numerosi su e giù tra la stazione dei Bus e quella del treno, io e la mia amica (due piccole Indiana Jones senza bussola né regole), ci arrendiamo e chiamiamo un Taxi. Ero talmente messa male con il "mio inglese" che mandai avanti lei per parlare con il tassista, che a modico prezzo, ci trasportò sollevate prima a casa sua poi a casa mia.

La mia casa era a pochi passi dalla fermata del famoso Bus 12, che non ero riuscita a trovare (lui trovò me), era piccola, seguita dalle mille case-gemelle che le stavano ai fianchi.

!)La mia Famiglia (il cibo)
Non erano cattive persone, solo un poco troppo "perbene" per una disordinata come me. E cosa peggiore di tutte, erano vegetariani.
Io, abituata al buon cibo, alla mia amata cucina italiana, agli spaghetti, alla piadina, ai tortelli, alla fiorentina (quella poco cotta, alta due dita e grondante di sangue), dovevo abituarmi ai loro piatti (solo primo o secondo senza pane) che consistevano: o in quattro maccheroni mosci immersi in qualcosa che poteva essere pomodoro, o qualche verdura lessata e talmente priva di nutrienti che sembrava plastica, oppure mi rifilavano un Cuscus dal sapore orrendo e dal gusto amaro e piccante (una vera tortura, lo buttavo sempre, mi spiace, ma non ce la facevo proprio a mangiarlo!).
Poi due bicchieri d'acqua dal rubinetto e ognuno per sé, Dio per tutti!.

Morivo di fame! tutte le notti era un concerto nel mio stomaco, che, abituato al primo, secondo, contorno, dolce, sorbetto, caffè e ammazza caffè si sentiva "dimenticato".
Molto meglio capitò la mia amica, la sua family la rimpinzava di pollo e patatine ogni giorno e lei era bella che contenta con il suo pancino pieno! mentre io la chiamavo disperata, lei mi elencava tutte le pietanze che le avevano offerto. Se ci ripenso sto' ancora male, mi viene fame di nuovo...aspettate prendo qualcosa dal frigo...
La fatidica notte di metà settimana, sentivo che non potevo resistere... dovevo mangiare! era una necessità! così eccomi scendere le scale per andare a prendere solo pochi pezzi di pane e portarmeli su in camera.
In realtà una volta in cucina persi la testa! presi 5 fette di pane, 2 fette di torta, latte e cereali.
Fino a che non mi feci "beccare" dalla mia "mamma" mentre mi rimpinzavo come un maiale al di fuori dei pasti concessi. (ha avuto il buon cuore di non dirmi nulla)
Ma il giorno dopo nella notte, spinta ancora dai morsi della fame, ecco che scendo le scale e...... BIIIIIIIIIIIIIIPPPPPP
Il suono acuto di quel maledetto allarme che suonava all'impazzata per tutta la casa mi ha fatto strillare e correre come una pazza in camera mia sbattendo la porta.
Si, ora ci rido sopra, ma mi sentivo come un piccolo ostaggio messo a dieta nella mia piccola fredda stanzetta in quel paesino dimenticato da Dio.

(L'allarme)
E' stato davvero l'incubo di quei giorni nella mia host family ogni giorno mi lasciavano un biglietto in cui io dovevo comprendere come attivarlo e quando farlo.
 Loro se ne andavano la mattina e io rimanevo in casa da sola, con quell'incubo da impostare non appena uscivo.
Non può essere così difficile (direte voi) impostare un allarme... Sono d'accordo, ma quello era anteguerra, vecchio di cent'anni, datato, aveva un modo tutto suo complesso d'istallarsi e di sicuro non avevamo nessun feeling.
La prima volta che lo impostai sudai freddo, perché qualcosa andò storto e questo si mise a urlare a gran voce e non so nemmeno come feci a farlo tacere.
La seconda volta Il mio "padre" mi spiegò con pazienza e io GIURO di aver fatto tutti i passaggi da lui illustrati ma si mise a suonare comunque.
Una volta entrai in casa, non c'era nessuno e non ricordavo il codice per disattivarlo! (prima o poi sarebbe arrivata la polizia, qualcuno l'avrebbe chiamata!) Nell'ultimo tentativo lo lasciai suonare, chiusi la porta e me ne andai a scuola (Ci pensò l'antipatica della mia coinquilina!)

(Gli orari)
Quando vivi in una Host Family, hai degli orari, che tu sia maggiorenne o meno! per mangiare, per rincasare alla sera, i tempi interminabili del bagno... (si perché avevamo un bagno in quattro e io ci potevo stare pochissimo uscivo mezza insaponata e mezza truccata)
Poco male per me e la mia amica, abitavamo talmente lontane dal centro e l'una dall'altra (45 minuti) che non potevamo nemmeno uscire!
Quindi fui contenta alla fine della prima settimana, di raccogliere i miei effetti, le mie mele (comprate per attenuare la fame) le mie cose sparse per la stanza (non tollerate dalla perfezione immacolata della casa)  e andarmene prendendo per l'ultima volta il Bus 12  e salutando le carote mosce e l'allarme impazzito.

!)Residence
Le cose andarono di certo meglio nel mio Residence. Cerco sinteticamente di elencare i vantaggi:

PRO
-Privaci assicurata (a parte la cucina condivisa e in taluni posti anche il bagno, ma non è così male)
-Cibo come, quando e quanto vuoi! (quanti fagioli, quante patate....)
-Amici nuovi (di ogni nazionalità! noi eravamo in 4, tralasciando la coppia di turchi che venne a distruggerci il divertimento!)
-No Orari (5.00 di mattina assicurate!)
-Ubicazione nel centro
-Party e cene di gruppo
-Freedom

CONTRO
-Non sai con chi capiti (io sono stata abbastanza fortunata)
-Dormi poco (soprattutto se è la stagione degli amori per i gabbiani!)
-Devi comprarti e cucinarti il cibo da sola (ma è un ottima esperienza sia per il risparmio che per la pratica culinaria!)

Altri non me ne vengono in mente, io sono stata davvero bene in Residence, se farò un altra esperienza del genere mai più famiglia!

!)Prezzi?
Di solito non variano molto fra Residence e host family
Nel mio caso, la Family costava poco di più solo perché era mezza pensione! (se siete bravi si risparmia molto di più con il Residence!)


!)VEDI ANCHE:
- Cosa devi vedere a Liverpool
- La città degli Scousers
- Fab Four
- Come ci vedono gli stranieri?



Le foreste Casentinesi

Pubblicato da Lì alle 3:27 PM 0 commenti
Oggi ho deciso di rendere giustizia al mio paese, alla mia Italia, alla mia regione! l'Emilia Romagna. In particolare a una delle mie mete preferite: Le foreste Casentinesi.

Intanto, dove si trovano? nella mappa sotto potrete farvi un'idea sulla collocazione nel territorio italiano
Il Casentino è una della quattro principali vallate in provincia di Arezzo, Il complesso di centri abitati e luoghi naturalistici stupefacenti, si estendono per una superficie di circa 800 km.




























In questa valle, scorre il primo tratto del fiume Arno, che nasce dal Monte Falterona (1654 m), che assieme al Monte Falco (1658 m), costituisce il limite della vallata, ai confini con la Romagna.

Personalmente amo molto la riserva naturale di Campigna, (provincia Forlì-Cesena) dove mi reco spesso in inverno per sciare, ciaspolare (tipica camminata con comuni racchette da neve) o godermi il sole e il fresco in estate, magari rispondendo alla mia voglia di "fare" andando a cavallo.
Uno dei siti naturali che amo di più non c'è che dire, questo per specificare che l'Italia è un contenitore di luoghi meravigliosi, nei confronti dei quali gli stranieri, (o gli stessi italiani) ne ignorano l'esistenza!



Campigna 2013



!) Cosa significa "Ciaspolada"? consultare l'articolo: Total free magazine






giovedì 24 gennaio 2013

Il Mal d'Africa, Kenya

Pubblicato da Lì alle 7:08 PM 2 commenti
Chi non ha sentito parlare del "Mal d'Africa"? si, è una malattia molto diffusa, non ha cura e dal momento in cui ne vieni contagiato, stai sicuro che ti accompagnerà tutta la vita.
Sintomi:
I sintomi del Mal d'Africa sono diversi e si può suddividere la malattia in 3 fasi:

1.Fase "Io a casa non ci torno!"
Questa è la fase della ribellione, mentre ti godi il sole, passi le giornate a guardare splendidi tramonti, ti rendi utile fra le persone del luogo e ti spogli di tutti i tuoi aver pur di vedere un bambino dagli occhi grandi volgerti un sorriso, cominci anche a studiare un modo per non prendere quel maledetto aereo che ti riporterà in un mondo che ti sembra così lontano e così poco familiare rispetto a quello in cui stai vivendo.
Passi le giornate a ridere, a fare il bagno in un acqua cristallina che potresti quasi berla, ma alla notte stai sveglio fino a tardi, seduto su una vecchia panca a consultare carte geografiche, appunti, guide e scritti antichi, per realizzare una possibile fuga e diventare così, un latitante.

2.Fase "Tutto questo è inutile"
Nonostante il tuo travestimento da zebra, il tuo esserti mimetizzato nella foresta fra le scimmie e gli ippopotami, qualcuno deve avere fatto la spia, così sei stato preso di peso e portato al Gate number 25, pronto per il tuo ritorno in patria. Questa, della malattia, è la fase peggiore!
Ogni secondo si è scossi da brividi, si suda freddo, si lanciano lamenti così acuti che i vicini pensano di portarti al canile, il senso di ribellione e rabbia verso la modernità e il mondo civilizzato viene lentamente sostituito da un'angoscia lancinante che si riversa a sua volta, in pianti incontrollati e mal di testa atroci. Si passano le giornate alla finestra o a guardare le fotografie di quel ricordo fantastico dal quale ti hanno portato via. Si perde l'uso della parola e l'appetito. I parenti delle vittime colpite da questa malattia sostengono che la frase più comune che il malato ripete come una cantilena è: "Tutto questo è inutile"
Consigliamo di stare molto vicini agli infetti, poiché in questo stato, essi possono cercare di placare il loro dolore interiore in diversi modi: suicidio, autolesionismo e omicidio (Bandito lo shopping!, non cercate di portare il malato in un centro commerciale, potrebbe impazzire e squartare con i denti tutti gli abiti e gli stessi commessi, nella foga lo sentirete chiaramente gridare come un pazzo: "Tutto questo è inutileeeee!!!!")

3. Fase "Hakuna Matata"
Fortunatamente è la fase di assestamento, il malato comincia a vedere un po' di luce dal pozzo nel quale è precipitato, riprende una vita normale ma noterete che la malattia lo ha cambiato definitivamente!
Non passa più il tempo a decidere cosa mettersi, compra vestiti di seconda mano, non è interessato ai cellulari di ultima generazione, non segue la moda, è più solare e più felice, ama più la vita, non ordina più cibi diversi al ristorante (per poi mangiarne una piccola parte) è attento agli sprechi, ama il prossimo, impara l'umiltà e la riconoscenza e ora, da lui, si può solo imparare qualcosa sulla felicità.
Ma cosa più importante, per vivere meglio sa che dovrà tornare in Africa.


Kenya 2011

martedì 8 gennaio 2013

Elvis Presley, you are always on my mind

Pubblicato da Lì alle 12:10 AM 2 commenti
Dedico questo post, a qualcuno di molto importante nella mia vita, qualcuno che in un modo incredibile (quasi impossibile) ha saputo sollevarmi e accompagnare le giornate più felici, più tristi, particolari o normali.
Ho avuto tanti idoli, dal periodo terribile in cui mi facevo acconciature strane, codini alti e portavo scaldamuscoli sopra a scarpe da tennis alte quattro dita, per imitare le Spice Girl, al momento in cui mi struggevo in pianti adolescenziali disperati sulle note degli 883 (mitico Max Pezzali!!), per non parlare del periodo-pazzo accompagnato da Ricky Martin e Robbie Williams per cui provavo un amore profondo e platonico, non vi dico i giorni di lutto che ho passato quando palpitava, sui giornali di gossip, la notizia sulla loro omosessualità (anche se non è ancora sicuro con Robbie!!).
Bene, in tutti questi "periodi" più o meno bui, c'è stato un personaggio che non è mai tramontato.
Non mi piace definirlo "idolo" è qualcosa di vicino a me, io non sono quaggiù e lui è lassù, ma sembra essere da sempre, accanto a me (per piacere non chiamate la neuro....).

La prima volta che io e Elvis Presley ci siamo "conosciuti", avevo si e no dieci anni.
Ricordo che era dicembre, quasi Natale, ero con i miei genitori a fare spese e come al solito mi annoiavo, (Giuro, sono l'anti-shopping!) così, tiravo il giaccone pesante di mio padre, implorandolo di fuggire dal calore opprimente di un negozio di abiti.
Mentre aspettavamo all'aperto mia mamma (incredibilmente a suo agio nella temperatura hawaiana, mentre fuori ti si gelava il respiro in gola), ecco che vedo un uomo, proprio davanti a noi, che canta una canzone bellissima accompagnandosi con una chitarra, vestito di lustrini, con degli strani capelli corvini.
Ricordo di essere rimasta sorpresa da quel personaggio bizzarro (ci voleva poco a stupirmi a quell'età!) e tirando per l'ennesima volta la giacca del mio esausto-padre gli faccio:  «Babbo babbo! chi è quel signore?»
e lui sorridendomi: «è Elvis Presley!».
Questo ricordo è offuscato nella mia mente, non ricordo certo la canzone o il seguito della giornata.
So solo che da allora ho conservato l'immagine, a dodici anni cercavo le sue canzoni e le ascoltavo sempre più rapita. Poi con i primi soldi compravo i suoi Cd, che trovavo nelle bancarelle dell'usato o nei negozi di dischi. Con il passare del tempo diventai un ottima nemica della legge, confezionandomi le canzoni da sola, con un computer.
La sua musica ha uno strano potere su di me. La voce in sé ha l'effetto di un balsamo potente che cura malesseri interiori e mi rende felice.
Straordinariamente, chiamiamola coincidenza se vi pare, ogni momento importante o doloroso fino a ora è stato accompagnato da una sua canzone.
Cito un breve esempio. Dovevo dare un esame difficile, molto complesso, che non riuscivo a superare nonostante m'impegnassi. Ero molto triste e la sera prima del "grande giorno" in cui avrei dovuto sostenerlo, decido di uscire e fare un giro in macchina, per distrarmi. Appena giro la chiave per accendere la mia Peugeot, dalla radio parte la canzone: Always on my mind.
La sua voce è bastata a calmarmi e rassicurarmi. Ho felicemente passato l'esame.

Se avete qualcosa nella vita, anche di piccolo, giudicato insignificante e stupido dagli altri, ma che vi rende davvero felici e vi fa stare bene, tenetelo sempre dentro di voi, stretto al vostro animo.

Oggi nasce Elvis, 8 gennaio 1935

Questo è un video davvero carino, mette insieme alcune delle tante performance di Elvis

!)Elvis, A little less conversation


1961, Elvis at the Coco Palms Resort 
(Lo ammetto, questa foto l'ho scattata io a tradimento mentre eravamo in vacanza assieme...)




venerdì 28 dicembre 2012

Madrid, la Maestosa

Pubblicato da Lì alle 4:36 PM 0 commenti
Ho sempre pensato a Madrid come una città sporca, piena di gente pazza riversata per le strade strette che balla al ritmo dettato dalla Sangria.
Questo è la dimostrazione chiara, che nella mia mente esistevano idee distorte che traevano origine dalle "favole" che i viaggiatori consumati (veri o falsi che fossero) raccontavano a noi, ancora bambini, nei pomeriggi soleggiati d'agosto.
Ogni città che descrivevano sembrava la terra dei balocchi, un mondo dentro al mondo.

Madrid
La capitale spagnola mi ha lasciato letteralmente di stucco, non ero pronta ai palazzoni alti e alle strade ampie che portano alle magnifiche piazze di cui i madrileni, possono benissimo vantarsi.
Madrid sembra costruita per l'alto e il largo. Una sola parola mi è venuta in mente mentre camminavo per le strade affollate con  il naso rivolto all'insù: Maestosa.
E' la città dei sogni, mescola culture differenti, gente differente, modi di vita differenti.
Di solito ho sempre mostrato il mio amore per "le piccole città" con le piccole vie, piccole case, piccoli borghi (Come Venezia), Madrid mi ha piacevolmente sorpreso.
Ho scelto forse il mese peggiore per visitarla (novembre), faceva davvero freddo, molto più che in Italia (motivo di sorpresa ulteriore, visto che mi sono sempre immaginata la capitale calda, afosa persino in inverno)
Il problema sembra nascere dalla posizione in cui è situata, ha un clima continentale, inverni freschini ed estati torride. Non so davvero come può essere Madrid in luglio, ma alcuni madrileni mi hanno assicurato che è invivibile.

I miei amici mi hanno fatto da guida gratuita alla scoperta di questa magnifica città, da quel che ho capito, Madrid è costituita da 21 distretti divisi in quartieri (barrios)
è la città più grande della Spagna e il 3 comune più popoloso dell'Europa.

Da vedere a Madrid (ordinati per preferenza!)

!)Plaza Callao
La mia piazza preferita, non ha nulla di particolare, se non il cinema Callao dentro il quale mi sarei fiondata volentieri, l'immensa costruzione con la pubblicità della Schweppes, ottimi Hostel e una via attigua leggermente inclinata che ricorda tanto San Francisco. Ma che ci posso fare... sono una sentimentalona! 

!)Mercado de San Miguel
Ho insistito per andarci, mi è piaciuto moltissimo, (ma quello di Barcelona stravince!) posso dire che è legato a un bel ricordo, per cui rimane uno dei posti principali che consiglio e in cui ci tornerei. E' racchiuso in questa struttura in ferro e legno, che da un'immagine davvero elegante di mercato (nessuna bancarella sbilenca) potrete trovarci di tutto! dal pesce, al formaggio, alle più famose Tapas. 
Purtroppo ci ho mangiato la Paella più cattiva della storia, il formaggio più puzzolente del mondo e il vino più forte che abbia mai bevuto (un dito ed ero fuori!) 
Dentro è pieno di adulti, o comunque non "giovanissimi" (credo sia per i prezzi non proprio abbordabili...) e di "fighetti" che gli spagnoli chiamano Pijo.
Comunque è un bellissimo posto da poter visitare e incredibile ma vero, ci lavorava pure un italiano che vendeva la mozzarella! (come le mosche siamo...)

!)Plaza de Colon & Bibliothèque nationale d'Espagne
Credo di essere letteralmente impazzita quando ho visto per la prima volta la Bibliothèque.
Sorge imponente come non mai, nella Plaza de Colon, dove si erige anche un obelisco alla cui sommità ecco la statua di Cristoforo Colombo. Non ho dedicato troppa attenzione a questo, ero troppo presa dalla Bibliothèque. Se fossi spagnola, o abitassi a Madrid, quello sarebbe il mio luogo sicuro di ogni giorno. M'immaginavo file e file di scaffali alti e stracolmi di libri, alla "bella e la bestia" dove per prenderne uno devi far scorrere una scala di legno che sembra porti in paradiso. 
Fino a che il mio amico ha distrutto il mio sogno a occhi aperti, dicendomi che oramai contiene solo documenti ufficiali.

!)Parque del Retiro (Buen)
Una delle prime cose che volevo assolutamente vedere, non mi ha lasciato insoddisfatta e nemmeno delusa! mi sono immaginata a passeggiare per quelle vie alberate, seduta in una barchetta nel lago, con l'amore della mia vita (?) mentre gli uccellini cantavano e gli artisti di strada mi facevano divertire. Ho avuto la fortuna di andarci quando la pioggia aveva dato tregua alla città e il sole era magicamente spuntato per rendere tutto ancora più incantevole... Un consiglio: non andateci se non siete fidanzate/i, vi viene l'angoscia! 

!)Puerta del Sol
Un tempo era un baluardo difensivo, oggi sorge nella bellissima Plaza de Sol, 
esiste un rito davvero carino che i madrileni eseguono ogni fine dell'anno (nochevieja)
consiste nel portarsi tutti sotto all'orologio che sorge sopra Puerta del Sol e mangiarsi 12 chicchi d'uva per 12 rintocchi dell'orologio.
Davanti a questo edificio, potrete scorgere (per terra) il kilometro zero, da cui partono tutte le strade spagnole e riporta anche, la numerazione delle vie di Madrid.

!)Palacio de Comunicaciones & Fuente de Cibeles
Tutto tranne una cattedrale (purtroppo ho pensato subito anch'io a una bella chiesa!)
non lo è, era la sede centrale delle Poste spagnole, attualmente del Municipio (cavolo! l'avessimo noi una sede del genere! sai che bello andare a lavorare li dentro?) Io l'ho vista per la prima volta di sera, tutta illuminata, è davvero una meraviglia per gli occhi!
Dinanzi ecco la fontana Fuente de Cibeles, famosa non solo per la sua bellezza e per essere il simbolo della terra e della fecondità, ma anche di una lunga "diatriba" sportiva, qui si recano i tifosi a manifestare quando il Real Madrid vince. 
Tutt'attorno, Palacio de Buenavista (quartier generale dell'esercito), Palacio de Linares (Casa de América) e il Banco de España, tutto racchiuso nella trafficata Plaza de Cibeles

!)Palacio de Oriente (Real)
Ex palazzo reale, non servono parole per descriverlo, anch'esso magnifico e imponente, La prima pietra fu posata nel 1737 e parteciparono alla sua edificazione gli architetti italiani Sacchetti e Sabatini. La facciata principale si estende su la Plaza de la Armeria. I giardini, Jardines de Sabatini, devono essere splendidi, non ho avuto occasione (pioggia, vento e freddo sempre con me!) di vederli come si dovrebbe! un giorno ci tornerò, potrò fare un confronto fra questi e quelli magnifici di Versailles (Parigi).

!)Fuente de Neptuno
Non altrettanto bella come la Fuente de Cibeles (a mio modesto avviso) ma sicuramente degna di essere ammirata in tutte le sue sfaccettature! risiede nella Plaza de Cánovas del Castillo, proprio davanti alla sua "avversaria" Cibeles, una lunga via le separa, qui la tifoseria dell'Atlético Madrid va a festeggiare i titoli vinti. Deve essere parecchio interessante osservare le due tifoserie Atlético e Real che si fronteggiano, un po' come queste due fontane sembrano fare.
(Ho riso parecchio quando i miei due amici madrileni, uno tifoso dell'Atlético e l'altro del Real, facevano a gara per mostrarmi il meglio delle due fontane, provocandosi a vicenda)
Entrambe le fontane sono state progettate da Ventura Rodríguez

!)Da vedere anche---> Plaza Mayor, Plaza de Espana


Puerta del Sol



La via che porta a Plaza Callao


Mercado de san Miguel



!) Vedere anche Vivere a Madrid blog









domenica 9 dicembre 2012

C'era una volta il West, il duello

Pubblicato da Lì alle 10:05 PM 3 commenti
Parlando di ricordi, emozioni suscitate da canzoni e frammenti d'immagini, devo riservare un posto speciale a un film del 1968, "C'era una volta il West" (Trama) diretto dal grande regista Sergio Leone (Biografia), non ho paura a dirlo, forse uno dei migliori film che quell'epoca abbia mai avuto e che continua a suscitare stupore, passione, ammirazione e coinvolgimento anche nel presente.

Anche in questo caso, un frammento mi è rimasto sempre impresso.
I miei genitori erano soliti a guardare film di Sergio Leone, questo era il loro preferito (Non solo per la sfrenata passione che mio padre aveva per Claudia Cardinale), ero quindi avvezza alle imperiose canzoni di Enio Morricone.
Ma ce n'è stata una, contornata da immagini e spezzoni di ricordo, che mi rimase incisa dentro, come un ferro rovente incide sulla carne.

La storia tormentata dell'uomo misterioso chiamato "Armonica" mi aveva colpito, come il suo destino era legato a un killer, Frank, che nel passato, aveva crudelmente spezzato la vita a suo fratello.
Negli scontri della mia vita sono solita a ricordare questa scena, un "duello d'onore" che però ha un significato più profondo, sconfina nella vendetta di chi ha un cuore ferito.
Ma è una cosa che non si può descrivere a parole, bisogna vederla...e sentirla.


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