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domenica 3 maggio 2015

Dimenticare un amore (?)

Pubblicato da alle 3:27 PM 0 commenti

Se devo vivere senza di te, che sia duro e cruento,
la minestra fredda, le scarpe rotte, o che a metà dell’opulenza
si alzi il secco ramo della tosse, che latra
il tuo nome deformato, le vocali di spuma, e nelle dita
mi si incollino le lenzuola, e niente mi dia pace.
Non imparerò per questo a meglio amarti,
però sloggiato dalla felicità
saprò quanta me ne davi a volte soltanto standomi nei pressi.

Questo voglio capirlo, ma mi inganno:
sarà necessaria la brina dell’architrave
perché colui che si ripari sotto il portale comprenda
la luce della sala da pranzo, le tovaglie di latte, e l’aroma
dl pane che passa la sua mano bruna per la fessura.
Tanto lontano ormai da te
come un occhio dall’altro,
da questa avversità che assumo nascerà adesso
lo sguardo che alla fine ti meriti.


Julio Cortazàr 



!) Version español de Julio Cortázar aquí
!) visita anche: monologo
!) visita anche: amore o surrogato?

















mercoledì 10 dicembre 2014

Madrid sorrisi e musica

Pubblicato da alle 3:46 PM 0 commenti
Da quando sono a Madrid sorrido di più. Da questa mattina ho un sorriso ebete che mi incornicia il viso e la gente spesso mi guarda un po' preoccupata, "Per cosa sorridi?" la verità è che non lo so! E spesso molti mi apostrofano con un: "Pero que rara eres!!".
In spagnolo questa frase suona come un nostro "Ma come sei messa male", in realtà a me piace quando me lo dicono, quasi mi sembra un complimento, una cosa rara è una cosa difficile da trovare e una cosa difficile da trovare spinge a cercarla, a incontrarla!

Dal Treccani
 Rara: Di oggetti, o di persone, di animali che si trovano o si incontrano poco frequentemente, in piccolo numero, con difficoltà. In chimica, gas raro o gas nobile, gruppo di elementi poco frequenti in natura

Si lo so, questa è una banale scusa per sviare il mio palese essere "strana", ma come me in questo viaggio, ne ho conosciute di persone bizzarre! E anche se sono imprevedibili, indomabili, assolutamente prive di logica e curiose, amo condividere il mio tempo con loro.


La mia aria sognante accompagnata dalla colonna sonora di queste canzoni perdute, conosciute, ritrovate! disfrutais!

!)Torniamo alla mia anima hippie che nascondo gelosamente
con gli Edward Sharpe & The Magnetic Zeros - Home (tra l'altro video bellissimo!)
https://www.youtube.com/watch?v=DHEOF_rcND8

!) La vera colonna sonora di questo viaggio, sentita per la prima volta in una macchina che mi portava in un paesino sperduto nei pressi di Madrid, intorno, colline e arbusti bruciacchiati distese immense di terra rossa. Tunng - Bullets
https://www.youtube.com/watch?v=9OaO81kL6EM&index=37&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA

!)Un po' d'Italia con Jovanotti e l'intramontabile Bella
https://www.youtube.com/watch?v=O2RccC7UCnY

!) Non potevo  non mettere lui! mitico Andres Calamaro dei Los rodriguez, compagno affidabile di queste giornate produttive. Sin Documentos
https://www.youtube.com/watch?v=BUKHMGiW_rY&index=11&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA

!) Spiritualmente non potevo omettere il capolavoro di questa canzone, unione di due culture differenti di musica, fa sognare, segna il mio percorso. John Tesh & Robert Mirabal - Valley Of Dreams
https://www.youtube.com/watch?v=WtFVemMLho4&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA&index=3

!) La mia critica quotidiana alla società. Eddie Vedder, Society 
https://www.youtube.com/watch?v=xNaaQDrUfwc&index=15&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA

!) Le origini sono importanti, questa canzone mi ricorda il mio paese e quello che non dimenticherò, serate di sguardi annebbiati e sorrisi incerti. Jimi Hendrix, Hey Joe
https://www.youtube.com/watch?v=DpkDdLZGg30&index=1&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA

!)Scoperti da poco, già mi viene voglia di prendere su il mio zaino. Arcade Fire, Deep blue
https://www.youtube.com/watch?v=cDIRT_NEMxo&index=8&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA




!) Vedi anche Dreamers non scomparsi

martedì 26 novembre 2013

Ghost Bike per Rocco, Bologna

Pubblicato da alle 11:12 AM 0 commenti
Si chiamava Rocco, oggi in porta San Donato, in qualche modo, l'ho incontrato. Sono stata attratta dalla
bici bianca appesa alla cancellata adiacente alla segreteria studenti di lettere. Una Ghost Bike, ideata per ricordare, non solo un ragazzo di 25 anni travolto da un automobile il 21 dicembre del 2010, ma anche l'esistenza e sopravvivenza di una 'classe' debole e non tutelata per le vie di Bologna dove é precaria la cultura della guida.

"Era appena tornato dall’Erasmus a Berlino e mi ha mandato un messaggio su Facebook dicendomi che sarebbe andato a casa per Natale e che quindi ci saremmo visti a casa mia - racconta l'amica di Rocco sconvolta - Lo aspettavo, poi mi è arrivata una telefonata dal suo numero e un vigile mi ha detto che aveva avuto un incidente"

"Il ricordo rende immortali" diceva quel filosofo del mio babbo a metà fra il pensieroso distratto e il melanconico. Per una volta, non potrei essere più d'accordo!



mercoledì 30 ottobre 2013

L'avvoltoio e la bambina, 1994

Pubblicato da alle 11:26 PM 0 commenti
1994, mentre io crescevo felice e fortunata accontentata in tutto e curiosa nell'innocenza dei miei quattro anni, una bambina del Sudan si trascinava nella polvere e moriva, affiancata da un avvoltoio. 1994, in Sudan vi era una grande carestia provocata e alimentata dalla guerra civile che perdurava dal 1956.
Kevin Carter, cronista e fotografo, era testimone delle immagini orribili che la carestia stava provocando. In quell'anno Carter si era addentrato nella boscaglia che costituiva il paesaggio del Sudan e la sua fortuna, o sfortuna lo fece imbattere in flebili lamenti, che provenivano da un fagottino a terra. Era una bambina, una vittima della rabbia e del potere dell'uomo, si trascinava nella polvere arrancava, stremata, affamata e sola. 
Poco distante era volato un avvoltoio che seguiva con attenzione il corpocino stremato e aspettava paziente a ogni suo rantolo.
Carter aveva il cuore e le ambizioni del giornalista, il suo imperativo era "documentare, a ogni costo!"
Fece la foto che lo rese famoso, che gli fece conquistare il premio Pulitzer, poi scacciò l'uccello.
Alle domande seguenti, Carter non rispose mai sul destino della bambina. Nessuno sa che fine fece. Ma visse come un incubo insieme agli orrori del Sudan nella mente del fotografo.

La notte del 28 luglio del '94 Carter fissò alla marmitta del suo pick-up un tubo di gomma fino a farlo scendere nell'abitacolo, salì in macchina e avviò il motore. 

Lasciò un biglietto che citava: 
"The pain of life overrides the joy to the point that joy does not exist"

  Il dolore della vita prevale la gioia, al punto che la gioia non esiste




        
         



    

lunedì 7 ottobre 2013

Dreamers non scomparsi

Pubblicato da alle 10:30 PM 0 commenti
Oggi scrivo per quella categoria in via d'estinzione nel mondo moderno, quella classe di emarginati di cui cantava Eros Ramazzotti in "Dedicato a tutti quelli che..." quelli allo sbando, che rimangono dei sognatori, per questo sempre più da soli [...] In realtà più che soli essi stanno letteralmente scomparendo!.
Colpa del 2013? colpa di tutti questi miti che ci hanno rifilato a 15 anni e che sono stati tutti, uno per uno, disattesi e delusi?, colpa dei film violenti e troppo complicati che ci rendono nervosi invece che alleggerirci? Oppure è colpa del marchio Apple, Samsung, chilosa che ha messo nelle nostre mani marchingegni che tengono troppo occupati i cervelli per poter pensare ai sogni?.
Rimpiango i momenti in cui sentivo mio babbo tuonare dietro le mie spalle: "Devi stare con i piedi per terra!" e ho cominciato a preoccuparmi seriamente nel momento in cui, sorridendo amabilmente, mi ha sussurrato all'orecchio: "Ben fatto!".
Sognare non significa essere giovani. Ma essere intelligenti.
Perché senza sogni si vive in un mondo fatto di numeri, di schemi, di regole non nostre, di costruzioni fittizie e si finisce per scegliere sempre l'opposto di quello che si vuole.

Io volevo diventare un attrice, perché mi colpiva la capacità che avevano quei personaggi che vedevo migliaia di volte sul teleschermo di essere chi volevano, quando volevano. Quando ero piccola la consideravo una magia sensazionale e per essere franca, lo credo ancora.
Il mio compagno di giochi, un ragazzino tutto occhi e occhiali, voleva diventare pompiere. Ora è ingegnere, l'ho scoperto bianco come un lenzuolo lasciato ad asciugare al sole, con occhi bui come pozzi e occhiali più spessi. S'impegna per davvero, lavora in un'azienda importante, ha perfino i soldi per mantenersi! (e sottolineo, perfino), ma tante volte, senza farsi vedere, lo scopro sul divano intento a leggersi la pila di riviste: "Obbiettivo sicurezza, antincendio e protezione civile".

Dreamers, Sognatori.
Siamo una specie in via di estinzione, la causa è ancora sconosciuta, se in principio, la scomparsa dei sogni era stata attribuita all'età adulta, cinica e frustrata, oggi vediamo che avviene anche fra i giovani in età sempre più scolare. Un virus che deve essere arrestato e debellato.
Senza sogni non ci sono idee e se non ci sono idee non c'è speranza.

Prima di poter cambiare il mondo, devi renderti conto che tu, tu stesso fai parte del mondo. Non puoi restartene fuori a guardare dentro (The Dreamers - 2003 Bernardo Bertolucci).



Che ci succede quindi? ci siamo tutti rammolliti? abbiamo deciso di farci mangiare i nostri soffi di entusiasmo e di vita? diventiamo indifferenti?


Non importa quanto sia complicato, quanto sia considerato stupido, inutile, buffo, quanto si venga amareggiati, derisi, abbattuti. Freghiamocene di questo, apriamo la bocca per spiegare una, o cento volte, che ciò che facciamo ci rende FELICI e ci rende pieni dentro. 


Lottiamo e restiamo uniti in un sogno comune, quello di non perdere i colori che ci caratterizzano, che rendono questa vita densa e piena di senso vero. Non fittizio.
Torniamo ogni tanto con la testa fra le nuvole


E ora, uno fra i più bei sogni mai realizzati.








mercoledì 10 aprile 2013

Noi, della miseria e della nobiltà.

Pubblicato da alle 9:11 PM 0 commenti
Trovare il lato positivo di un guasto tecnico che costringe il treno, in cui sei prigioniera, ad arrestarsi nel bel mezzo del nulla, è possibile. Quando è successo a me, la rabbia e l'impotenza dinanzi al fatto, si sono trasformate in qualcosa di più costruttivo. Quel giorno era cominciato davvero male; mi ero svegliata tardi, avevo saltato colazione, ero vestita a strati e non avevo badato molto alla compatibilità di colori fra maglia e pantaloni. Il treno era fermo e io cominciavo ad annoiarmi, quando mi annoio divento insopportabile, osservavo il mio vicino di posto. Era un tipo alto, slanciato con un viso pallido e vestito di tutto punto. Il mio spirito di osservazione viene ripagato spesso dalla capacità di comprendere chi mi ritrovo davanti; era un ragazzo ricco, sicuramente maturo e con un brillante curriculum. Sebbene io abbia sempre avuto agevolazioni economiche, non ho mai amato ostentare quello che ottenevo e spesso, avevo pregiudizi nei confronti di quelli che, con disprezzo, chiamavo "figli di papà". Tuttavia ho avuto la capacità d'ignorare questa mia inclinazione e presentarmi al vicino, che ne frattempo, osservava il paesaggio al di fuori del finestrino, con lo sguardo smarrito. Dopo le presentazioni e una breve introduzione di competenze personali, io e il ragazzo avevamo portato il discorso a temi più ampi. Presto si era reso conto del mio più grande difetto, la mancanza di diplomazia, quando mostravo con i toni accesi e aspri il rancore che possiedo nei confronti del nostro mondo e della nostra realtà culturale tutta votata a favore di chi detiene il denaro.
«Non è un paese per poveri!» dicevo con rabbia, 

Inizia tutto dalla fine delle scuole superiori, chi ha i soldi può andare all'università, chi non li ha deve lavorare! guadagnarsi il pane. Magari un povero ha anche la voglia di farsi una cultura, quindi se è fortunato, lavora e si paga gli studi. Ne consegue che non avrà mai molto tempo per studiare, i suoi voti non saranno particolarmente eccellenti, poi cosa succede? si laurea a una triennale. Mettiamo caso che voglia continuare il suo percorso, i Master? non sono nemmeno considerabili visto l'elevato costo, in più c'è una selezione così stretta per la maggior parte che risultano essere "inaccessibili" per chi ha sputato sangue per ottenere un bagaglio culturale che, paradossalmente, è "limitato" per le credenziali richieste da alcuni. Esistono le borse di studio no? bene, quelle di merito e di reddito, in numero limitato, non sempre ottenibili e soprattutto non sufficienti per coprire tutte le spese. 
Cosa succede? che il ragazzo ricco potrà permettersi l'università non lavorando e quindi, puntando a un voto più che eccellente, avendo una maggiore disponibilità temporale da dedicare allo studio, potrà andarsene frequentemente all'estero, conseguire facilmente certificati di lingua, uscito da una triennale potrà permettersi il Master e, sicuramente, avere un curriculum curato e pronto per la prima azienda che lo considererà maggiormente rispetto agli altri. 

Sono passati tre anni, da quel discorso e dal guasto del treno (si, ce ne sono stati altri mille!). 
Quel ragazzo pallido ora, è un mio grande amico. Entrambi ci ritroviamo laureati, con un voto pressoché similare, lui è ricco io mi ritengo appartenente alla fascia media di reddito. 
Lui farà un Master, io una magistrale, ma entrambi abbiamo sperimentato le tante porte in faccia da quel mondo lontano e impalpabile che chiamano "lavoro".

Che la crisi abbia portato la meritocrazia? 






martedì 2 aprile 2013

Semi di zucca e amore

Pubblicato da alle 2:44 PM 1 commenti
Ho uno speciale legame con i semi di zucca. Li avete mai assaggiati? Sono uno spuntino ideale ricco di omega 3, ferro, zinco, proprietà antinfiammatorie [...] Ma la cosa che più m'interessa è che fanno bene al cuore. Non li mangio spesso, solo in precisi "stati" della mia vita, ogni volta che devo riflettere su qualcosa di grande o che mi sconvolge emotivamente. In questi casi, esco, prendo la mia bici, mi dirigo al supermercato e afferro il primo sacchetto di semi che trovo. Poi torno a casa, mi siedo sul tappeto e comincio a mangiare con foga, non facendo troppo caso alle bucce dei semi. Pochi giorni fa gli avvenimenti mi hanno portato al solito supermercato e al familiare sacchetto di plastica trasparente, ero ferma a uno dei famosi: "bivi della vita", con la differenza che di strade non ce ne erano solo due. Questo mi ha messo in crisi profonda così, per la prima volta, ho comprato due sacchetti di semi di zucca (convinta non potessero bastare). Il mio pensiero si è spostato dalla dura decisione da prendere a tutti ragazzi che mi hanno fatto rabbrividire almeno una volta. Mi sono accorta che ognuno aveva un suo modo di rapportarsi con me e "una frase tipica" che usava quasi sempre, come un disco e che, al tempo stesso, ne metteva in luce le peculiarità del carattere.
Il primissimo, un ragazzo viziato e complicato, usava sempre la stessa frase: "Ma cosa dici?" non si stupiva mai di nulla, per lui tutto era statico e conosciuto, era inevitabilmente convinto che ogni essere vivente gli ruotasse attorno, venerandolo. Non poteva mostrare questa sua attitudine in pubblico, quindi cercava di riempire e sollevare la sua innaturale indolenza con questa frase, che ripeteva continuamente, fingendosi interessato ai discorsi altrui e consapevole dell'esistenza di un mondo al di là del suo pensiero.
Poi, c'era l'immancabile: "Non fare la bambina", in realtà il nostro rapporto avrebbe potuto essere definito in molti modi, non certo normale. Lui era un ragazzo bello, pieno di sé e di donne. Per un certo periodo ho creduto davvero potesse funzionare, ma ironia della sorte, lui ha continuato a fare l'adulto e io, la bambina.
Un brivido d'eccezione lo ha fatto nascere un tipo particolare, con idee tutte sue, un modo di vita alternativo che non credevo possibile e che per poco tempo, mi ha fatto vedere nuove realtà. La sua frase preferita? "Tu non ti rendi conto", sebbene non ci conoscessimo per niente, litigavamo come una vecchia coppia di sposi, fin dall'inizio non siamo riusciti a trovare un punto neutro in cui sventolare una bandierina bianca; ognuno diceva la sua, ognuno aveva ragione.
Curioso è stato il periodo in cui ho conosciuto il famoso "Te lo prometto", una frase che avrò sentito centinaia di volte, ma il ragazzo che la usava più spesso, lo faceva con attenzione. Era in grado di fare almeno cinque promesse al giorno, paradossalmente le manteneva tutte. Aveva tanti difetti, era volubile e irrimediabilmente individualista, ma ogni volta che usava queste tre, semplici parole, io ero tranquilla e aspettavo. Il guaio arrivava nel momento in cui cercavo di fargli promettere cose che non avrebbe mai potuto darmi.

Se siete ancora interessati alle proprietà dei semi di zucca, leggete QUI
E se dovete risolvere un problema di vita, andate al primo supermercato (scaffale frutta secca!)



!) Cartone francese, la canzone? "A quoi ca sert l'amour" (Edith Piaf) interpretata assieme al marito (Théo Sarapo) anno 1962




martedì 19 marzo 2013

I'm a woman in love...

Pubblicato da alle 4:58 PM 0 commenti
Sarà l'avanzare dell'età ma sto diventando un poco sentimentale negli ultimi tempi! in realtà fa bene essere dolci ogni tanto, soprattutto verso se stessi, mettere da parte la corazza che ci siamo costruiti per combattere contro il mondo, concederci una pausa, una boccata di ossigeno, un bicchiere di vino (per chi è astemio; un'aranciata) ascoltando qualche canzone dimenticata e che stringe il cuore. Non badate a tutti gli impegni e problemi che avete; al vostro amico che non vi parla da anni, a quel maledetto progetto da realizzare, all'esame terribile da preparare, a vostra madre che vi tortura, agli anni che volano via, alla felicità che sembra perduta, ai sogni che non realizzerete mai [...]. Spogliatevi, mettetevi comodi, respirate e tirate fuori quella vecchia canzone che vi rende nostalgici ma terribilmente dolci.
Oggi, per me, quella canzone è Woman in love di Barbra Streisand, che oltre ad essere una grande attrice, è "l'artista femminile ad aver venduto il maggior numero di dischi negli Stati Uniti".
Ho pochi idoli nella mia vita, ma tante persone reali a cui ispirarmi e volgere il mio sguardo. Una di queste è sicuramente Barbra Streisand, forse per le qualità che io stessa le attribuisco; l'intelligenza, la sensibilità e l'essere eclettica.

Dedico questa canzone, questo bicchiere di nonsochecosa e questa nostalgia; a una notte fredda, a uno sguardo impertinente e alla gioventù di quell'attimo.

!) Sapevi che...  Il brano è stato scritto da alcuni esponenti dei Bee Gees (Barry, Maurice e Robin Gibb) ed è estratto dall'album Guilty del 1980.
In una trasmissione di American Top 40, un programma radiofonico, si dichiarò che la nota della Stresaind era la più "lunga" tenuta in una canzone al primo posto in classifica (non si sa se in realtà questa considerazione derivasse da veri e propri dati di fatto)



Woman in love
Life is a moment in space 
When the dream is gone 
It's a lonelier place 
I kiss the morning goodbye 
Down inside, you know we never know why 
The road is narrow and long 
When eyes meet eyes 
And the feeling is strong 
I turn away from the wall 
I stumble and fall 
But I give you it all 

I am a woman in love 
And I'd do anything 
To get you into my world 
And hold you within 
It's a right I defend 
Over and over again 
What do I do 

With you eternally mine 
In love there is no measure of time 
We planned it all at the start 
You and I live in each other's heart 
We may be oceans away 
You'll feel my love 
I hear what you say 
No truth is ever a lie 
I stumble and fall 
But I give you it all 

I am a woman in love 
And I'd do anything 
To get you into my world 
And hold you within 
It's a right I defend 
Over and over again 
What do I do 

I am a woman in love 
And I'm talking to you 
You know I know how you feel 
What a woman can do 
It's a right I defend 
Over and over again 

I am a woman in love 
And I'd do anything 
To get you into my world 
And hold you within 
It's a right I defend 
Over and over again



!) VEDI ANCHE: L'uccello del Paradiso




domenica 9 dicembre 2012

C'era una volta il West, il duello

Pubblicato da alle 10:05 PM 3 commenti
Parlando di ricordi, emozioni suscitate da canzoni e frammenti d'immagini, devo riservare un posto speciale a un film del 1968, "C'era una volta il West" (Trama) diretto dal grande regista Sergio Leone (Biografia), non ho paura a dirlo, forse uno dei migliori film che quell'epoca abbia mai avuto e che continua a suscitare stupore, passione, ammirazione e coinvolgimento anche nel presente.

Anche in questo caso, un frammento mi è rimasto sempre impresso.
I miei genitori erano soliti a guardare film di Sergio Leone, questo era il loro preferito (Non solo per la sfrenata passione che mio padre aveva per Claudia Cardinale), ero quindi avvezza alle imperiose canzoni di Enio Morricone.
Ma ce n'è stata una, contornata da immagini e spezzoni di ricordo, che mi rimase incisa dentro, come un ferro rovente incide sulla carne.

La storia tormentata dell'uomo misterioso chiamato "Armonica" mi aveva colpito, come il suo destino era legato a un killer, Frank, che nel passato, aveva crudelmente spezzato la vita a suo fratello.
Negli scontri della mia vita sono solita a ricordare questa scena, un "duello d'onore" che però ha un significato più profondo, sconfina nella vendetta di chi ha un cuore ferito.
Ma è una cosa che non si può descrivere a parole, bisogna vederla...e sentirla.


sabato 8 dicembre 2012

John Lennon, Fab Four

Pubblicato da alle 1:23 PM 0 commenti
Da Mathew street (2012)


Life is what happens while you are busy making other plans (J.L.)

Per l'anniversario della morte del mio John, ho pensato di dedicare un post tutto per lui.
John Lennon venne assassinato da un suo stesso fan, Mark David Chapman, nella notte fredda di New York, l'8 dicembre 1980.
Questo quanto disse Chapman dopo l'omicidio


« Ascoltavo quella musica e diventavo sempre più furioso verso di lui, perché diceva che non credeva in Dio... e che non credeva nei Beatles. Questa era un'altra cosa che mi mandava in bestia, anche se il disco risaliva a dieci anni prima. Volevo proprio urlargli in faccia chi diavolo si credesse di essere, dicendo quelle cose su Dio, sul paradiso e sui Beatles! Dire che non crede in Gesù e cose del genere. A quel punto la mia mente fu accecata totalmente dalla rabbia »

Si riferiva a Imagine, dove John cantava un mondo senza religioni a dividere le persone e il mondo, un mondo senza privatizzazione, quando lui stesso era milionario.
E a God che affermava: «Dio è solo un concetto col quale misuriamo il nostro dolore».
Chapman raccontò di aver ascoltato l'album John Lennon/Plastic Ono Band, più volte, prima di agire.

L'assassino era ossessionato dai Beatles, sposò una donna americana di origine giapponese, "perché gli ricordava Yoko Ono".
Si convinse poco a poco che Lennon aveva tradito i suoi ideali, se stesso, i Beatles e la sua generazione. Così decise di punirlo.

Oggi...
Dopo 30 anni trascorsi nel carcere di Attica, nel 2012 Chapman è stato trasferito in quello di Wende,
un'associazione religiosa ha chiesto la sua scarcerazione, a causa della sua "malattia mentale" e del suo affermarsi "fervente cristiano".
Il 23 agosto 2012, per la settima volta, viene negata a Chapman la libertà condizionata.



L'entrata del Dakota Building, dove John venne assassinato


John è nato a Liverpool il 9 ottobre del 1940, in questa città ho trovato molto di lui e dei Beatles.
Il primo pensiero che mi è venuto in mente vivendoci? "Qui il mondo si è fermato!"
È proprio così...

La mia preferita di John solista


 




!)Curiosità.... perché Fab Four?
I Beatles erano talmente famosi da essere chiamati fab(ulous) four 
i favolosi quattro.



lunedì 3 dicembre 2012

Spot Martini 1993

Pubblicato da alle 3:24 PM 2 commenti
Ero davvero piccola quando questa pubblicità invase le nostre case e questa canzone meravigliosa risuonò nelle nostre orecchie. Era il 1993
!)Totò Riina, il capo di Cosa Nostra,veniva arrestato sulla circonvallazione di Palermo. Era latitante da ben 23 anni
!)Alla 43° edizione del Festival di Sanremo vince Enrico Ruggeri con "Mistero" e Laura Pausini con "La Solitudine" nella categoria giovani.
!)Gabriele Cagliàri, ex presidente dell'Eni, si toglie la vita a San Vittore dopo 133 giorni di carcere. Tre giorni dopo si suicida il Presidente della Montedison, Raul Gardini

Ed esce lo spot della Martini, con la bellissima Charlize Theron in un panorama italiano, quasi veneziano,
dove non mancano tutti gli elementi che dovrebbero sempre comparire in uno spot; un uomo, una donna, l'intrigo, l'elemento sorpresa.
Incredibile ma vero, appena sentivo la canzone che caratterizza lo spot (Pete Nashell - La bella vita ), risuonare dalla nostra piccola Tv in soggiorno, correvo con il mio pannolone (anche se non avrei dovuto averlo) e mi piazzavo davanti, per vedere gli occhi di lei e quel vestito che si sfilacciava lasciandomi assolutamente stupefatta.
Per non parlare di lui (Max Parrish), che già da allora, diventò "l'uomo della mia vita" (si perché a me serve un uomo che ruba le bottiglie di Martini e si sposta via mare con lo Yacht) Anche se ora dovrei (e ripeto, dovrei) essere uscita dal mondo color seppia e pieno di mistero, ecco che oggi lo ripropongo. Godetevelo.



domenica 25 novembre 2012

Alessandra...

Pubblicato da alle 3:46 PM 0 commenti

Alessandra
La bellissima canzone di Biagio Antonacci, versione Tango.
Qui con due splendidi ballerini.
(Vederlo dal vivo è tutta un altra storia!!!)


Alessandra 
queste sono scale di vita 
e la vita, forse non l'hai mai conosciuta 
sei già stanca 
e l'orologio batte le sei 
e gli esami lo sai, lo sai, non finiscono mai. 
Alessandra tua madre che voleva sapere 
certe cose a volte non si possono dire 
no bugiarda, no, è solo un modo per evitare 
e gli esami lo sai, lo sai, non finiscono mai. 
Vai Alessandra un po' impaurita 
in una giacca di velluto 
nascondevi un portafortuna e... 
un amore che prendeva un po' di fiato 
tra l'orgasmo e la paura 
c'è un segreto nuovo 
che nessuno vuol sapere 
ma domani lui, 
lui capirà e sarà un giorno vero 
e gli esami lo sai, lo sai, non finiscono mai. 
Alessandra tua madre lei voleva sapere 
certe cose a volte non si possono dire 
no bugiarda, no, è solo un modo per evitare 
e gli esami lo sai, lo sai, non finiscono mai. 
Vai Alessandra che sei grande 
che sei libera e completa 
giacca blu stirata 
sicura di te stessa... 
Un amore ogni giorno più importante 
inaspettato ma voluto 
fa dimenticare le solite paure 
e la tua vita, sì, per te resta l'esame più grande 
la tua vita lo sai, lo sai, lo sai... 
e gli esami lo sai, lo sai, non finiscono mai 

venerdì 18 maggio 2012

Un bacio

Pubblicato da alle 12:36 AM 0 commenti
Un bacio nella guerriglia dopo la sconfitta dei Canucks nella Stanley Cup
Vancouver (18 giugno 2011)
Foto Richard Lam

Un bacio contro il capitalismo delle banche
Francoforte manifestazione dinanzi alla Bce
Foto Daniel Roland





domenica 22 aprile 2012

Open Your world

Pubblicato da alle 5:54 PM 0 commenti


"L'anima della festa" così lo chiamano, viene amato e acclamato da tutti, fa parte di un sogno. In grado di fare qualsiasi cosa, in grado di essere chiunque, ma sempre essendo l'intramontabile se stesso, lasciando una piccola parte di sé a tutti, ma non appartenendo a nessuno.




Se di amore si sente parlare negli occhi dell'uomo di mondo si può cercare, egli è divertente, spiritoso, elegante. Ma non rinuncia alla sua allegria, al suo essere versatile. E guida nel tumulto della sua vita la giovane amata.


sabato 17 marzo 2012

Il vento dentro

Pubblicato da alle 9:04 PM 0 commenti
Non avevano paura di nulla, si stringevano nelle spalle ad ogni offesa, ad ogni dito puntato.
Non si preoccupavano del domani. Non sapevano neppure che cosa la giornata portava, ma accoglievano ogni cosa, con ardore con la passione di un abbraccio. Respiravano. Sentivano l'aria passare dalle narici e su di essa costruivano un nuovo sogno. Non sapevano che cos'era l'invidia.
Le loro anime fluttuavano nella moltitudine scontrandosi con le materie fredde e grigie della massa. Poi si fondevano in uno sguardo, in una carezza, nel loro amore eterno e al tempo stesso imprevedibile.
Ogni giorno era una scoperta, una scommessa, un'esplorazione.
Il loro modo di vivere era arte, loro stessi erano un quadro o una canzone, una poesia. Non venivano apprezzati da tutti, ma erano diversi e non importava.
Poi, il vento, si alzava nei loro cuori. Infuriava talvolta rabbioso talvolta indolente e quando avveniva, si alzavano, spalancavano gli occhi e capivano che non c'era altro da fare.
Il mondo li chiamava, c'erano altre terre da vedere altre genti da impressionare e amare, altri climi, altre emozioni.
Partivano e non si sapeva se sarebbero tornati. Lasciavano il vuoto nel cuore di coloro che li avevano desiderati troppo, coloro che si erano riempiti della loro passione immensa e che improvvisamente, ne sentivano l'assenza.
Ma non sentivano nulla. E il vento li spingeva, dettava le coordinate per il futuro, forniva la bussola alle loro emozioni, il coraggio per le prossime sconfitte.

(2012)

!)Vietato riprodurre interamente o parzialmente questo brano

giovedì 15 marzo 2012

Domiciliari per gli stupratori di gruppo

Pubblicato da alle 8:25 PM 0 commenti
Il 6 agosto scorso due ragazzi, rispettivamente di 21 e 24 anni, vengono arrestati con l'accusa di aver abusato di una ragazza di 16 anni.
Oggi, lo stupro di gruppo verrà punito si, ma ricorrendo agli arresti domiciliari. 
Il problema fondamentale sono i carceri, il sovraffollamento porta anche a queste conseguenze. 
Ma è una giusta punizione? Ci si può sentire ugualmente sicuri?
Trovo che per questi, non proprio limitati casi, si debba elaborare una serie di disposizioni normative in grado di 
garantire protezione, sicurezza soprattutto punizione, per questa tipologia di reati.
Credo che permettere ciò, sia un passo in più verso l'offesa e il non rispetto per noi donne.
L'incolumità è ogni giorno in pericolo, la tutela dovrebbe essere sempre più forte e sentita, il mondo che viviamo deve essere consapevole e non tollerare chi abusa.
Quante donne o bambine ogni giorno vivono una vita in silenzio, senza confessare nulla, segnate non solo nel corpo ma nell'anima. 
Permettendo la realizzazione di questi provvedimenti non s'incentiva la moralità e il coraggio di uscire da queste situazioni.


domenica 11 marzo 2012

Marò, giustizia in casa!

Pubblicato da alle 3:57 PM 0 commenti
Marò: nel gergo della marina militare significa; marinaio.
Se ne parla sempre meno di questi Marò, bloccati in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori locali, scambiati per pirati.
Il governo indiano, sostiene che i due dovranno sottostare alla loro legge.
Il governo Monti, decreta che i soggetti siano sottoposti alle disposizioni di legge italiane, proprio perché l'incidente, sarebbe avvenuto in acque internazionali.
L'Ue ha mostrato pieno sostegno al ministro degli Esteri Giulio Terzi.
In questo breve quadro che ho riassunto notevolmente, le notizie non sono buone.
Il ministro degli Esteri indiano (S.M. Krishna), si è dimostrato inflessibile alle richieste del governo italiano e dell'Ue.

Tutt'ora questi due militari italiani si ritrovano confinati in territorio straniero. E i media ne parlano sporadicamente, sempre meno.
A mio parere è una questione di vitale importanza, necessaria non solo per far valere il rispetto dei nostri diritti e disposizioni anche all'estero. Ma anche per tutelare i soggetti coinvolti e garantire loro, un processo equo e degno nella loro terra natia.



Massimiliano Latorre e Salvatore Girone



sabato 10 marzo 2012

The Big Kahuna -Monologo finale-

Pubblicato da alle 12:46 PM 0 commenti
Goditi potere e bellezza della tua gioventù.
Non ci pensare. Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent'anni guarderai quelle tue vecchie foto. E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi! Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un'equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non t'erano mai passate per la mente.
Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa' una cosa, ogni giorno che sei spaventato.Canta.Non esser crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Lavati i denti.
Non perder tempo con l'invidia. A volte sei in testa. A volte resti indietro. La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti. Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d'amore, butta i vecchi estratti conto. Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita. Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita. I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio. Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no. Forse avrai figli o forse no. Forse divorzierai a quarant'anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche. Le tue scelte sono scommesse. Come quelle di chiunque altro.Goditi il tuo corpo.Usalo in tutti i modi che puoi.
Senza paura e senza temere quel che pensa la gente. È il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla. Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno. Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai. Non leggere le riviste di bellezza.Ti faranno solo sentire orrendo .Cerca di conoscere i tuoi genitori. Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre. Tratta bene i tuoi fratelli. Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro. Renditi conto che gli amici vanno e vengono. Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane. Vivi a New York per un po', ma lasciala prima che ti indurisca. Vivi anche in California per un po', ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant'anni sembreranno di un ottantacinquenne. Sii cauto nell'accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa.I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio... per questa volta

(The Big Kahuna 1999)

mercoledì 7 marzo 2012

Esseri Infiniti

Pubblicato da alle 7:56 PM 0 commenti
Per anni la storia e il mondo ci narrano di come gli uomini hanno percorso la terra, rincorrendo quello che noi,  comunemente, chiamiamo Potere.
Una parola all’apparenza sicura,  priva di qualsiasi provocazione;  semplice.  
Ciò che sconvolge questa interpretazione è il concetto, il significato, l’essenza, che  racchiude uno dei più grandi ordigni distruttivi mai  inventato.
Se le apparenze non ingannassero, nemmeno questa parola avrebbe troppa importanza, volerebbe via con il respiro mentre la si pronuncia.
Potere ha potenti artigli, con cui si aggrappa saldamente al cuore di chi l’assapora anche solo per pochi attimi, oscurando e soffocando i sentimenti più puri e trasparenti. Uccidendo  l’onore, la lealtà e la fratellanza.
Al loro posto genera un vero esercito di malattie, che si cibano di un vortice continuo di violenze, intrighi, tradimenti.
Portandoci al lento degrado della mente e della coscienza.
In realtà il potere è un sordo inganno che ama prendersi gioco di coloro che ne sono schiavi, dipendenti. 
La grande illusione è che nessuno mai lo detiene, non può essere rinchiuso né posseduto, è fuggevole e schivo. Un alleato mal fidato.
Forse da sempre, ma sicuramente nel mondo odierno, siamo creature straordinarie in grado di fare e pensare cose magnifiche enormi, colossali. 
Dalla debolezza della nostra natura e dotati di ben poche armi, ci siamo trasformati in esseri  in grado di sovrastare tutte le altre specie, dominarle.
Ci siamo spinti anche oltre i confini che credavamo raggiunti cercando di combattere le distanze, le malattie incurabili e il tempo.  
Ma in questo cammino fatto di ostacoli più alti e salite vertiginose, il traguardo sembra essere sempre più lontano e vano. Cominciamo a perdere di vista le cose veramente importanti le essenziali emozioni della vita che ci costruiscono, creano e plasmano. Insegnandoci ad essere l’uno diverso e al tempo stesso legato all’altro in una catena infinita, terribilmente fragile.
Crediamo che per essere apprezzati dagli altri non occorra essere se stessi. 
Nella nostra spasmodica ricerca per affermare la superiorità di noi stessi  sui diversi diventiamo tanti cloni. Tanti piccoli individui ordinari e dotati delle medesime regole, che vagano per pensieri futili, troppo celebrali per comprendere che colui che giudichiamo o che facciamo soffrire ci somiglia.
Correremo a comprare cose di cui non abbiamo affatto bisogno,  ma che ci regalano un barlume di apprezzamento dagli altri che dura  pochi preziosissimi minuti. Cominceremo a disprezzare cose che non conosciamo affatto,  ma soprattutto, dubiteremo di altre cose, che ci potrebbero salvare.
E sebbene il mondo sembri progredire fino all'eccesso, noi assistiamo inermi alla lenta inesorabile morte del nostro ingegno della nostra arte, di noi stessi.
Ci sentiamo sempre più fragili, deboli, bisognosi di un urgente stato di certezze continue, convinzioni e posizioni che ci rammentino sempre che siamo unici, inqualificabili e irraggiungibili. 
In altre parole, il potere diviene la nostra sorgente di sussistenza. 
Ci serve, per sentirci di nuovo apprezzati, temuti o amati.
Siamo diventati talmente potenti da considerarci  immortali, esseri dai cammini infiniti.
Senza più dar importanza a quello che può trasmetterci un libro, o un sogno ad occhi aperti, perderemo tempo prezioso a venerare principi che esaltano solo noi stessi e la nostra estetica.  Che ci rendono o, piuttosto ci fanno credere di essere, superiori nella differenza dagli altri.
In verità, tante emozioni  e tante storie magnifiche ed immortali, tentano di ricordarci ogni giorno che nel nostro cammino esiste un arrivo. 
Solo così comprendiamo  che l’attimo che stiamo vivendo è infinito e irriproducibile e incredibilmente nostro, ogni respiro, sorriso, sguardo è prezioso più di un tesoro. Ogni persona che incontriamo, sfioriamo, ammiriamo costruisce il nostro cammino in questo mondo e ci completa, ci realizza, ci cresce ci cambia.
Noi stessi non siamo altro che un insieme immenso di minuscole esperienze. Tutto questo ci lega e ci distingue. Ma ci rende anche un pezzettino utile di un puzzle che viene costruito da secoli.
La mancanza di un elemento  rende incompleta la nostra esistenza.  
Non siamo esseri infiniti.
Che cosa serve essere grandi, potenti se con questo si dimentica chi siamo veramente?.
Sorrido oggi, poiché riesco a vedere luce nel crepuscolo del degrado che ci attanaglia. Rido notando come molti di noi riescano ad essere sempre più vivi e puri, queste persone sono in comunicazione con il mondo intero attraverso la voce del loro cuore.                        
Senza volerlo essi esercitano e sono in possesso, del  potere più grande di tutti:
Sanno, che occorre essere infiniti dentro.


E.B. (Concorso 2011, Bologna)



Amore o surrogato?

Pubblicato da alle 3:32 PM 0 commenti
Leggendo la favola dei tre porcellini a mia nipote mi sono bloccata e ho riflettuto.
Conta la potenza del soffio, ma anche di cosa era costruita la casa
Inconsapevolmente quella favola letta milioni di volte porta un insegnamento importante, troppo importante per essere dimenticato. Eppure oggi viene scordato la maggior parte delle volte, si pensa ad abbellire l'esterno della nostra casetta guardandoci bene dal renderla solida.
Così è la vita, la fondiamo su principi e presupposti falsi, che noi stessi sentiamo leggeri e di poco conto, sentendoci sempre più vuoti dentro, riempiamo la bocca e il pensiero degli altri di tante parole vuote.
Interessati a dare una certa "Immagine di noi", sentendoci sempre più soli, una solitudine che colmiamo
- tentiamo di colmare - con la presenza dell'altro. 
La famosa persona amata. Che non amiamo affatto, ci aiuta a sentirci meno soli, ma in realtà è lo scontro di due solitudini così ben integrate da creare un gigantesco apparato che ingoia entrambi.
Da questo nasce l'odio, dall'incapacità di stare da soli, di essere così pieni di amore per se stessi da poter riempire anche gli altri, senza dover mendicare nulla.
Da questo e da molto altro nascono le tragedie familiari, dove figli, mogli, mariti annientano l'esistenza gli uni degli altri. Qui non c'è amore, non ce n'è mai stato. C'è un surrogato di amore.

A ognuno di noi è capitato di avere o di vedere questo amore-surrogato. Pochi di noi sono riusciti a prendere la strada del cambiamento.




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