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martedì 28 aprile 2015

Esta es la primera vez

Pubblicato da alle 10:15 PM 0 commenti
Esta es la primera vez, ¿la primera vez de qué?,
la primera vez que escribo este blog en español. Lo siento mucho por todos los italianos que en este momento no pueden entender nada, pero a veces es mejor así (aunque si todo puede ser traducido traves de los diccionarios aquí a lado). Me da igual no saber escribir perfectamente y lo se qué probablemente voy a faltar palabras y a equivocarme acentos y no se cuantas cosas, pero así lo deseo, una ecritura sin diccionario con un monton de errores. Porque sin embrargo, sigo a ser una italiana. No lo sabia de verdad qué un viaje de este tamaño podria cambiarme la vida de esta manera, pero ahora que llega el final de esta historia lo puedo sentir golpearme dulcemente en la cabeza diciendome: "pues aquí estas, lo has conseguido, eres una vincente, pero ahora que estas acustumbrada a esta vida tienes que cambiar otra vez". Estoy aquí en mi cama, escuchando una canción de Yael Naim, pensando qué no es mi verdadera cama, con el cartel de Elvis qué me mira todos los diás y noches... he comprado una Polaroid, el vendedor me dijo que apartenece a los años '60 o algo así. He comprato tambíen una analogíca que todavía no se utilizar. A las clases todo sigue regular y parece que nadie de mis compañeros tienen un problema al mundo, la profesora dijo qué no puedo seguir a no utilizar el subjuntivo. Falta poco y me voy a "casa" pero ¿cual es mi casa? probablemente donde está mi corazón, pero ahora me paro a pensar. Mi corazón es por midad español, y no puedo ignorarlo mas. Cada noche sueño español, y me surpriendo como me cuesta hablar en italiano pensando en español.
Ahora ver gente por la calle a todas las horas no me parece raro, ver compartir la comida entre amigos no me parece algo de discutir. Y dar un paseo a las seis de la mañana para volver a casa despues una noche de botellon no me resulta imposible.
Me cuesta mas volver a algo que por un año no era mi vida, y nunca creía que esto era lo que he seguido buscando por años, la libertad de ser lo que decido de ser.
Y me dá pena saber que muchas gente no considera esto como "vida" porque yo creo de haber vivido 25 años en este año.
Algo claro se dibuja en mi cabeza y sigue dandose cuenta mi celebro, nada de mas claro en la última temporada, así que pienso a una frase de Tolstoj:

"El secreto de la felicidad no es hacer siempre lo que se quiere si no querer siempre lo que se hace"



!) Echa un vistazo aquí: Madrid sorrisi e musica

mercoledì 10 dicembre 2014

Madrid sorrisi e musica

Pubblicato da alle 3:46 PM 0 commenti
Da quando sono a Madrid sorrido di più. Da questa mattina ho un sorriso ebete che mi incornicia il viso e la gente spesso mi guarda un po' preoccupata, "Per cosa sorridi?" la verità è che non lo so! E spesso molti mi apostrofano con un: "Pero que rara eres!!".
In spagnolo questa frase suona come un nostro "Ma come sei messa male", in realtà a me piace quando me lo dicono, quasi mi sembra un complimento, una cosa rara è una cosa difficile da trovare e una cosa difficile da trovare spinge a cercarla, a incontrarla!

Dal Treccani
 Rara: Di oggetti, o di persone, di animali che si trovano o si incontrano poco frequentemente, in piccolo numero, con difficoltà. In chimica, gas raro o gas nobile, gruppo di elementi poco frequenti in natura

Si lo so, questa è una banale scusa per sviare il mio palese essere "strana", ma come me in questo viaggio, ne ho conosciute di persone bizzarre! E anche se sono imprevedibili, indomabili, assolutamente prive di logica e curiose, amo condividere il mio tempo con loro.


La mia aria sognante accompagnata dalla colonna sonora di queste canzoni perdute, conosciute, ritrovate! disfrutais!

!)Torniamo alla mia anima hippie che nascondo gelosamente
con gli Edward Sharpe & The Magnetic Zeros - Home (tra l'altro video bellissimo!)
https://www.youtube.com/watch?v=DHEOF_rcND8

!) La vera colonna sonora di questo viaggio, sentita per la prima volta in una macchina che mi portava in un paesino sperduto nei pressi di Madrid, intorno, colline e arbusti bruciacchiati distese immense di terra rossa. Tunng - Bullets
https://www.youtube.com/watch?v=9OaO81kL6EM&index=37&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA

!)Un po' d'Italia con Jovanotti e l'intramontabile Bella
https://www.youtube.com/watch?v=O2RccC7UCnY

!) Non potevo  non mettere lui! mitico Andres Calamaro dei Los rodriguez, compagno affidabile di queste giornate produttive. Sin Documentos
https://www.youtube.com/watch?v=BUKHMGiW_rY&index=11&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA

!) Spiritualmente non potevo omettere il capolavoro di questa canzone, unione di due culture differenti di musica, fa sognare, segna il mio percorso. John Tesh & Robert Mirabal - Valley Of Dreams
https://www.youtube.com/watch?v=WtFVemMLho4&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA&index=3

!) La mia critica quotidiana alla società. Eddie Vedder, Society 
https://www.youtube.com/watch?v=xNaaQDrUfwc&index=15&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA

!) Le origini sono importanti, questa canzone mi ricorda il mio paese e quello che non dimenticherò, serate di sguardi annebbiati e sorrisi incerti. Jimi Hendrix, Hey Joe
https://www.youtube.com/watch?v=DpkDdLZGg30&index=1&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA

!)Scoperti da poco, già mi viene voglia di prendere su il mio zaino. Arcade Fire, Deep blue
https://www.youtube.com/watch?v=cDIRT_NEMxo&index=8&list=FL-yEpD97GcnqQuCrdhqbsTA




!) Vedi anche Dreamers non scomparsi

giovedì 13 novembre 2014

Fellini e nostalgie

Pubblicato da alle 9:17 PM 0 commenti
Chi non conosce Fellini? ebbene tutto a Madrid mi ricorda Fellini,
Il professore che ammicca mentre fa finta di non accorgersi della mia disattenzione, la pioggerellina fresca e fastidiosa che disturba il pellegrinaggio verso la stazione delle metro, i ragazzi che incredibilmente giocano nelle piazze del mercado del rastro, scambiandosi le figurine e facendo roteare oggetti di legno che le vecchie generazioni chiamano "Trottole" (o Peonza in castigliano). Il chiacchiericcio delle vecchiette per le strade, che elencano gioie e dolori di tutto il circondario.
Odora di casa mia e anche se non c'è la nebbia e non è la stessa cosa, una canzone suona dolcemente nelle orecchie


Quello che NON mi piace di Madrid: La biblioteca nacional

Pubblicato da alle 8:55 PM 0 commenti
Sono incapace di stare tranquillamente seduta a non pensare, soprattutto nelle mattinate come queste, dove la pioggia arriva puntuale alle 8.00 e sembra non risparmiare nessuno (nemmeno a Madrid); dove realizzi senza tempestività di aver sbagliato modello di scarpe per una giornata del genere, di non avere abbastanza soldi per l'autobus e decidere di procedere a piedi. Ebbene questi sono i momenti in cui il mio cervello lavora sodo, mandandomi in esaurimento con le mille questioni che produce fino a giungere a quelle irrisolvibili attualmente. Quindi oggi camminavo, riflettevo sul fatto che tutti sospirano di gelosia quando dico che spendo le mie giornate "in questa fetta di paradiso", quasi tutti bistrattano la mia Italia, quando invece, solo stando lontana realizzo di che razza di paese abbiamo fra le mani.
Così decido di iniziare una rubrica un poco insolita, ma che potrebbe avvicinarvi, miei cari lettori, alla concezione che non passa mai di moda: "l'erba del vicino è sempre più verde".
Quello che non mi piace di Madrid.

La prima cosa che mi viene in mente è una parola che il mio professore di ètica usa così volentieri da sembrare una canzone: Cutrez, che in italiano, può essere tradotta con Banalità.
Alt! fermi tutti, non sto dicendo che Madrid è banale, tutt'altro. Però noto un certo grado di banalità nelle attività della gente, soprattutto dei miei coetanei. E, malheureusement, io paragono un poco tutto alla cara Bologna. La cultura che scorre nelle vene di questa città è differente da quella a cui sono abituata ed esposta nella mia terra.

Prima delusione; La biblioteca nacional, vi ricordate quanto ero felice di andarci? quanto non stavo più nella pelle? ebbene, francamente mi pare la personificazione esatta della persona tutta votata all'estetica.
Una facciata da sbalordire, mozzare il fiato, entrando mi sembrava di essere "un eletta", ma ecco che bruscamente vengo riportata alla realtà dal complesso burocratico per entrare:
Bodyscanner (upss avevo scordato il porto d'armi), personale che mi scruta seccato, un'ora di compilazione di fogli in cui non contenta dei dati spagnoli di residenza, la responsabile, mi ha fatto un interrogatorio personalizzato su cosa ci facesse un'italiana in una biblioteca spagnola (sicuramente cercavo menti eccelse per fondare una banda mafiosa in Spagna). Finalmente una bella foto per concludere questa apocalisse ed ecco che arriva l'amara scoperta: "I libri non si possono portare a casa", suona come la campana della morte nelle mie orecchie. Vendendomi interdetta, la signora mi consegna due pagine stampate male riportanti le biblioteche di Madrid in cui avrei avuto una maggiore dose di libertà, e mi accompagna gentilmente all'uscita dell'ufficio.
Mi consolo ancora pensando che a necessità sarei venuta a leggere fra quei muri imperiosi e tutta contenta mi avvio verso l'entrata, "finalmente" mi dico.
Ebbene, tralascio particolari non proprio piacevoli di un personale assolutamente assente e una biblioteca che pare più che altro uno schedario di un ufficio imposte, le quattro pareti di libri per ciascuna "zona" (est e ovest) accompagnati da piani "proibiti" e inaccessibili ai comuni mortali, che scopro essere uffici, mi lasciano a bocca asciutta. Certo le mie aspettative erano molto alte, mi immaginavo una Bibliothèque nationale de France



O quantomeno lo splendore della Sala Borsa di Bologna...Sing!---> Leggimi

 Chiedere consiglio alla gente del luogo non serve. Pare non esserci un'altra biblioteca fornita quantomeno bella e famosa a Madrid. E questa sarebbe una severa mancanza, ecco perché invece la troverò! A costo di star sul cavolo a tutti i bibliotecari della capitale!





venerdì 7 novembre 2014

Madrid, Che casa sarebbe senza le Tedesche?

Pubblicato da alle 12:09 AM 0 commenti
Oggi sono molto eccitata! Dopo una settimana passata sui libri (no no, cari amici, non è uno scherzo qua si studia davvero!) Domani finalmente visiterò la grande bella, Biblioteca Nacional di Madrid!
Non sto più nella pelle! farò la mia targhetta per portarmi a casa montagne, colline di libri!. E anche se il mio spagnolo è ancora zoppicante (soprattutto sulla maledetta Jota, non posso dire una parola senza sputacchiare tutto il liquido dalle mie ghiandole salivari) prenderò un bel libro di narrativa, indovinate ho già il nome: "El bosque animado" di W. Fernandez Florez.
Vi saprò recensire l'opera fra un triliardo di anni, quando lo avrò terminato.

Stasera non ho da lamentarmi, però vorrei tanto parlare di uno stereotipo troppo comune che, guarda caso, ruota con insistenza attorno ai tedeschi.
Spesso mi chiedono dall'italia: "Ma vero che sono freddi come il ghiaccio della ghiacciaia più congelata che possa esistere, tanto è vero che i pinguini li evitano?"
Beh. Questo stereotipo (rullo di tamburi) è, ahimè, vero!.
Tuttavia devo spezzare una lancia a favore dei freddi. Sanno essere amabili. E quando lo sono, ti senti davvero importante.
Forse è il caso di parlare delle due "Der Himmel" (nome arbitrario applicato alle mie compagne di appartamento in momenti di sconforto, con l'unico significato di: "il cielo" nella lingua dei freddi)
Rispettivamente educate, rispettose, i due piccoli sergenti hanno applicato tutte le regole fondamentali per una convivenza adeguata: "Il dia de limpia" chiamato giorno dello sbattimento, rigorosamente a rotazione, si pulisce una parte della casa, con successiva ispezione per comprendere se tutto è stato pulito a dovere. Non parlando del "dia del dinero" ognuno versa la sua quota per le spese obbligatorie mensili.
Contrariamente a tutte le aspettative le der himmel, hanno sviluppato una certa simpatia nei miei riguardi, mentre è assolutamente evidente il gesto di disappunto che mandano giornalmente alle altre due della casa. Ci sono certe serate che la bionda, la più temibile, marcia e sbatte alcune porte, accompagnando i suoi passi da imprecazioni in aramaico antico, a quel punto, l'italiana corre nella mia camera e tremante si infila nel letto, paurosa di aver combinato "un'altra delle sue".

Tuttavia non posso non dire che grazie a loro si mantiene un certo equilibro in una casa popolata, dove alcune regole, volenti o nolenti, garantiscono un certo grado di "decenza", (chiaro che se vivessimo solo con la francese, a questo punto avremo avuto uno stagno improvvisato in bagno con tanto di nutrie e toporagno e una collezione di formicai in salone).

La bionda mi è particolarmente affezionata, mi sorride amabile e mi dice parole dolci quali: "Tu non mi dai mai fastidio", "Buongiorno cara", per non parlare di quando m'invita a sedermi nel divano con lei per vedere un film e i nostri piedi si sfiorano per sbaglio. Insomma, tocco il cielo con un dito!.

Devo proprio sottolineare che l'esagerazione è propria di questo articolo, ma che ci volete fare...sono fatta così! Suvvia, due risate e guardatevi questo video!----> Der Himmel


A domani mia amata!

mercoledì 9 ottobre 2013

L'uccello verde di Valencia

Pubblicato da alle 2:07 PM 0 commenti
I dettagli sono le cose più importanti. No, dico sul serio, state molto attenti nella scelta del vostro fidanzato/a osservate i dettagli, anche più piccoli... s'infila le dita nel naso quando non lo guardate? Osserva spesso l'orologio? Si mangia le unghie? Strabuzza gli occhi? dai piccoli dettagli capite se state per passare il vostro tempo libero con una persona -a posto- o che gli manca qualche giovedì.
Insomma è stramaledettamente importante osservare i dettagli. 
Ecco un dettaglio di Valencia, tutti siamo abituati a vedere la bella Plaza de la Vergin, o la movimentata via del Barrio del Carmen, era lassù nessuno lo guardava e se ne curava, ma come dettaglio, porta una leggenda!



                                          

Sembra un pappagallo? o forse è una gazza ladra? non saprei dire... ma è sicuramente un particolare simpatico del Mercado Central. La storia che lo caratterizza è un po' meno allegra!
La racconterò così...

Raul era un ragazzino magro, lavorava duro, non poteva andare a scuola perché aiutava il padre nella finca, era il più piccolo fra i fratelli ma con un gran cuore. Ma la bontà non aiutava molto in quei tempi bui. Un giorno il padre gli fa: "Niño andiamo al mercato a comprare un po' di pesce fresco"
e Raul tutto contento corre a prendere la sua sacca e si allaccia i sandali.
Una volta dinanzi al mercato il padre, visibilmente preoccupato e sudato, si ferma impalato al centro della piazzola. I mercanti e i clienti gli passano di fianco urtandolo, Raul solleva la testa mentre il sole gli brucia gli occhi, "Lo vedi quell'uccello lassù?" dice il padre senza guardarlo. E Raul solleva ancora più in su la testa finchè non lo scorge, quasi nascosto dai tetti prominenti del Mercado Central, "Secondo te che uccello è?" fa il padre. E Raul lo osserva, se lo immagina prendere il volo e raggiungerlo sino a posarsi sul lastricato della piazzola, forse è un pappagallo, di quelli tropicali, ma lui non li ha mai visti. Non si sa per quanto tempo resta lì a fissarlo, ma quando si volta non scorge più il padre. Lo chiama, piange disperato, ma fra la folla non lo vede, non lo vedrà più.

...Si narra che i poveri agricoltori che non riuscivano a sfamare la propria famiglia portassero in questo luogo i loro figli e, distraendoli dopo aver indicato loro l'uccello verde, andavano via abbandonandoli, los hijos avrebbero cercato e  trovato lavoro come operai in quel posto.


lunedì 29 luglio 2013

Arabi a Bournemouth

Pubblicato da alle 3:06 PM 0 commenti
L'anno scorso ho avuto una rappresentazione pressoché globale del popolo Spagnolo in vacanza. Quest'anno l'esperienza a Bournemouth mi ha portato alla scoperta di altri popoli, per cui nutriamo sempre troppi pregiudizi (spesso per ignoranza).

!) Gli Arabi
Ho tre "migliori amici" qua, due di questi sono Arabi. Qui a Bournemouth vanno forte, ma soprattutto sanno stupirti. Userò due parole per descriverli, sapendo di non essere affatto esauriente: Innocenti e allegri. Sono stati davvero una rivelazione per me, partiamo dal fatto che quasi la totalità degli arabi a Bournemoth provengono dall'Arabia Saudita. E quasi tutti stanno molto bene economicamente. Secondo quanto ho capito, in Arabia non esiste una "scala" o "classe media" si distinguono in 
medio ricchi/ricchissimi, o poveri/poverissimi, non c'è una via di mezzo. Questo spiega il fatto che molti di loro sono in Inghilterra da più di sei mesi!! (e vi assicuro che senza fare nessun lavoro sono circa 2.000 euro al mese, se stai attento con le spese).
Tutti sono Musulmani, i tre quarti ne praticano i fondamenti correttamente.

1. Ramadan chiamata allegramente da me "la tortura", qualcosa di assurdo che nella nostra lingua può tradursi come "digiuno". Vi assicuro che l'ammirazione che proviamo dinanzi qualcuno che esegue la dieta in modo perfetto é NULLA in confronto a chi pratica il Ramadan. Sicuramente la forma di massacro che mi renderebbe un ameba nel giro di tre ore. 
Il Ramadan dura circa 29/30 giorni, trattasi del periodo che decade nel "nono mese" secondo il calendario arabo, detto anche "Mese caldo". In questo periodo, per tutto l'arco della giornata, dal tramonto del sole,  fino alla sua scomparsa nella notte, i fedeli non devono assolutamente bere, mangiare qualsiasi cosa, che siano caramelle o cicche, fumare o fare l'amore. Nel momento in cui la notte avanza si da' il via a banchetti senza sosta. Lo scopo di tutto questo sarebbe la purificazione del corpo e dell'anima. Non si tratta di una barzelletta, chi non rispetta questa 'legge' contenuta nel Corano è punito penalmente. 
Possono astenersi malati o persone in viaggio. Fatto sta che tutti avrebbero potuto astenersi a Bournemouth, ma solo pochi degli arabi che ho conosciuto non praticano in questo mese. Tutti gli altri, li vedi girare come anime in pena, con visi smunti e bianchicci, con labbra secche e occhi stanchi, mentre tutti noi ci rimpinziamo davanti a loro allegramente come maialini. Credo di aver sfiorato il ridicolo quando ho chiesto per la ventesima volta, a un arabo, di prendere un morso dal mio panino, solo perché avevo paura svenisse da un momento all'altro.
Ma loro no, fermi e risoluti. E forse è questo uno dei lati del loro carattere che mi piace di più. Sono determinati e credono nella loro religione. 
Cosa che, molti cristiani non fanno affatto (tutte chiacchiere domenicali le nostre)

2. Religione. Il fatto è che tutti vedono la religione come vita. Adorano pregare, in ogni momento della giornata e sono felici quando arriva il giorno di andare alla Moschea, lo vivono come noi viviamo una giornata al mare con gli amici. E ciò non può fare altro che stupirmi. 
Poiché, essendo sincera, quando ero piccola l'idea di andare in chiesa alla domenica, equivaleva all'ingoiare la medicina amara della nonna quando ero malata. C'è chi mi ha detto stringendomi le mani: "pregherò per te Elllissa, perché tu possa camminare sempre nella luce". Quasi mi sono commossa.

Il mio rapporto con loro si può descrivere in molti modi. Diciamo che il mio modo di fare allegro e i miei contatti amichevoli sono stati presi sempre in modo diverso, anche perché diciamolo pure, non sono abituati ad avere amiche femmine! 

La proposta di matrimonio
Arriva questo mio compagno di scuola nel mio appartamento, si siede serio nel mio soggiorno e mi fa:
"Elissa, a te piacerebbe andare a vivere fuori Italia?"
E io, ingenuamente: "Si, perché no?"
Pausa. "Sai, potresti venire con me in Arabia ed essere la mia prima moglie"
Io ci scherzo su: "Ma lo sai che sono gelosa! e quando avrai la seconda e terza moglie? o adirittura la quarta?" 
E lui sempre calmo e serio: "Vorrà dire che avrò solo te"
Io continuo: "Ma non mi piace fare la moglie, odio pulire, cucinare..."
Pausa. Ci pensa un po' su. "Allora è meglio che tu sia la mia seconda moglie, la seconda moglie non deve fare nulla si diverte e basta, ti prenderò anche la donna che pulisca casa. Ok?" 
Avrei dovuto accettare!!

Convertiti e ti salverai
C'è chi mi ha consegnato una lettera tutta profumata e ben sigillata in cui mi scriveva:
"Ellllliiiiisssa, io desidero che tu possa salvarti e quindi spero che ti convertirai all'Islam perché Allah potrà salvare la tua anima, ti scrivo questo perché ti voglio molto bene e vorrei tu fossi con me anche in altra vita."
Alla lettera ho risposto subito, spiegando il perché e percome sono cristiana e come le nostre religioni, sebbene opposte e differenti, dovrebbero imparare a convivere e a rispettarsi a vicenda.

Il resto del mondo arabo a Bournemouth mi è particolarmente caro e amico. Ho conosciuto persone speciali che, con le loro differenze, mi hanno arricchito di conoscenze in più, molti pregiudizi sono svaniti e ora, prima di saltare a luoghi comuni ci penso sempre un poco in più. Spero solo di aver trasmesso la stessa passione che loro hanno trasmesso a me, parlando della mia cultura e della mia terra. La mia unica bellissima insostituibile Italia

!)Alcune parole arabe che ho imparato:
Habibi - ovvero amore in arabo (il mio soprannome a Bornenouth... Secondo me perché non si ricordavano il mio vero nome!!)
Marhaba - Salve/ciao
Ma'aa salamah - Arrivederci
Shukran - Grazie
Tayyib - Va bene
Kayf haalak - Come stai?

!) La bella canzone araba che mi hanno insegnato



La Mecca






Bournemouth tra ricchi ed educati

Pubblicato da alle 2:59 PM 0 commenti
Pioggia e sole in Inghilterra, il mix perfetto per cui impazziscono i miei capelli, improvvisamente si agitano come se ballassero zumba sulla mia testa e tentano di strozzarmi.
Ma tanto di cappello alla bella Bournemouth. Da quando sono qui (24 giorni esatti) il sole ha accompagnato le mie giornate e abbronzato la mia pelle in un modo così aggressivo che quasi sono felice che oggi piova!. La cosa incredibile, stupenda dell'Inghilterra, è che le giornate di sole non sono quasi mai afose (forse una volta ogni mille anni) per cui tutto ti sembra più delicato, piacevole e frizzante! l'aria fresca in contrasto con i bollenti raggi dorati, ti caricano non ti rammoliscono!.  Penso con terrore al caldo torrido e umido della mia cittadina...

Parlando di Bournemouth devo riportare l'impressione che mi sono fatta di questa città e della gente che vi abita. 

!) Non mi azzardo a dire che Bouremouth è la "tipica città inglese", è molto curata nei dettagli, molto semplice, fatta di poche cose ma essenziali. Purtroppo è costosa, molto più di Liverpool, ma essendo sul mare è comprensibile!, 
Esiste un super mercato essenzialmente dedicato a chi non ha molti soldi da buttare, si chiama ASDA ed è una sorta di gigantesco apparato di cibo da 1, 2 pound. Attenzione a quello che comprate, ho sempre l'impressione che sia cibo avvelenato visto il prezzo, fino ad ora nulla mi è successo. 
Tutto il resto è in poche parole costosissimo, dal mangiare in un ristorante, al girare per la città in bus (con la compagnia yellow bus, un abbonamento mensile è di 50 pound!!), i ristoranti italiani come sempre, sono numerosissimi e battono il primato di "non facciamo economia", quindi, avanti di Burger KIng e Mc Donalds (o Subway).
Altro elemento mediamente negativo è il prezzo delle discoteche. Si lo so, in Italia siamo avvezzi a sborsare denaro per divertirci un po', ma ricordo chiaramente che a Liverpool ci divertivamo a cambiare tre o quattro discoteche alla sera (erano tutte stra-gratuite!). A Bourne abbiamo un piccolo limite di tempo, di solito fino alle 23.00 si entra free, in seguito si sborsano 2, 3 pund. Il più famoso e costoso night club può essere di certo Helo (6 pound) ma ne vale la pena, la prima discoteca che incontro a essere dentro una chiesa.
Bourne è una città piccolina, piena di "casette in canadà" che rendono il paesaggio davvero colorato e rilassante. Insomma, voto 8. 
Se dovessi suggerire un città in cui imparare l'inglese di certo, direi Bournemouth. Sai che storia dopo lezione andare in spiaggia?

!) Ho parlato spesso della famosa "educazione all'Inglese", ebbene, se a Londra è un'educazione ostentata, dettata dalla cultura, ma affettata (sfido io a essere sempre gentile tutto il giorno con milioni di turisti che ti chiedono informazioni come se fossi un libro-guida), a Bournemouth abbiamo l'essenza della gentilezza, se chiedi un'informazione o dove si trova un determinato posto a un personaggio del posto, questo non ti indica dov'è... ti ci porta!! ovviamente non mi è capitato ogni volta che ho chiesto disperata dove fosse un Burger King o una fontanella a cui abbeverarmi, ma 5 volte su 10 sono stata letteralmente accompagnata sul posto. (E nessuno mi ha chiesto soldi) Quindi, un inchino per gli abitanti di Bournemouth, che nonostante i milioni di turisti inglesi del fine settimana riescono a guadagnarsi il diploma della super cordialità.


sabato 6 luglio 2013

People from Bournemouth 6 giorno

Pubblicato da alle 8:44 PM 0 commenti
Giorno di "people from Bournemounth" numero sei.
Sono sopravvissuta all'aereo e al prezzo dei taxi del luogo.
Appena arrivata a Bournemouth ho soggiornato una notte in delizioso Ostello che raccomando a chiunque decida di compiere la pazzia di venire qua.
Si chiama Brantwood e si trova a Christchurch circa 40 minuti da Bournemouth (una notte 35 sterline). La domanda sorge spontanea... Dove diavolo sono? in una bella città situata proprio nella costa a sud dell'Inghilterra, quest'anno il mio mese di libertà ho deciso di passarlo "al caldo" e devo dire che fino a ora, il tempo non mi ha deluso! sempre sole e temperature gradevoli, 25 gradi circa, il che fa pensare a uno scherzo nella patria della pioggia!!.
Certo, quando io dico Inghilterra penso al freddo impossibile della mia adorata Liverpool, o alla pioggia insistente di Londra. Ma a Bournemouth, che si affaccia sul mare, suona tutta un'altra musica.

3 cose che ho notato fin da subito:

-Nei week end è una città invivibile, piena di traffico, piena di gente che va in giro mezza nuda per arrivare alla spiaggia, ma soprattutto... (e qui sfato il pressante mito della precisione e puntualità inglese) i Bus e i treni sono sempre e dico SEMPRE in ritardo. E sperarate che non vengano cancellati! 

-L'educazione inglese supera quasi il limite qui, la gente è talmente affabile che se ti perdi letteralmente ti portano dove devi andare!! Inoltre sono tutti sempre ben felici di darti consigli e parlare con te, insomma affabili, simpatici e.... comprensibili! Non hanno un accento troppo forte come gli Scousers di Liverpool, né modi di dire strani o slang, londinesi. Benvenuti nella città della chiarezza!

-Ci sono troppi studenti. E quando dico troppi intendo TROPPI. Inglesi, francesi, spagnoli, arabi, coreani.... insomma u vero miscuglio di culture che si danno appuntamento in spiaggie troppo strette per ospitare tutti. Di certo se a Liverpool gli spagnoli erano in un numero esagerato, qui coreani, turchi e arabi vanno alla grande!

Ora soggiorno in un bel residence Dorchester House non troppo lontano dal centro, in una bel apparamento con 4 ragazze: una tedesca, una coreana, una spagnola, una belga. E ho fatto altre amicizie. E, pensate un po', mi sono portata un bel ricordo da Liverpool, un amico spagnolo (catalano) che ho conosciuto lassù ha deciso di unirsi a me anche quest'anno!!! 
Per ora alcune informazioni utili:

-Yellow bus (sistema di trasporto che attraversa tutto il paese) 50 sterline l'abbonamento annuale (non fatemi dire nulla, quando li ho spesi per prendere il tesserino ho avuto le palpitazioni per il nervoso) 
- La mia scuola e la parola disorganizzazione, sono sinonimi. Totalmente campati in aria, non sanno dove sbattere la testa, 20000000 persone lavorano là dentro e nessuna che sappia darti una risposta che non sia: "devi andare nella stanza numero 4, chiedere di Christina, poi lei deve chiedere di Paul il quale dipende da John che deve a sua volta richiedere un permesso speciale per farsi vedere all'interno della scuola per almeno mezzora, ma non può parlarti per più di dieci minuti". Quindi per chi non vuole dare di matto sconsiglio questa scuola (Se volete sapere il nome contattatemi in privato) consiglio a gran voce la mitica e perfetta organizzazione della Lila di Liverpool

 La pazzia del sabato


sabato 29 giugno 2013

E quest’Italia, un’Italia! Parto.

Pubblicato da alle 9:09 PM 0 commenti
"Il viaggio non finisce mai, solo i viaggiatori finiscono" (José Saramago)
Perché a ogni viaggio sento quell'eccitazione per la scoperta? che diavolo mi riserverà la vita dietro i suoi angoli? al tempo stesso subentra quel sentimento di fedeltà alla mia terra, perché poi in fondo, in Italia si vive proprio bene! E noi, popolo di "tutto bianco o nero" tendiamo a vederne solo i difetti (soprattutto in questi ultimi anni).
Invece io lo voglio scrivere/urlare a gran voce MI MANCHERAI ITALIA COME TE, NESSUNO MAI!,  mi sento un po' Oriana Fallacci che scriveva nel suo libro "La rabbia e l'orgoglio": E quest’Italia, un’Italia che c’è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade.
Frase che ti gonfia il petto e che ti rende fiero di essere parte di questo piccolo nucleo.

Del bel paese mi mancheranno troppe cose, Il mare... Nella mia zona il mare ha un colore verdastro, puzza di pesce e ti lascia quell'appiccicaticcio sapore di salsedine (che personalmente adoro e che vorrei tutto l'anno). Ci sono zone "segrete" in cui i soldi e gli interessi non sono ancora giunti a rovinare le dune e l'acqua limpida, piccoli paradisi italiani (e le foto sono autentiche!).



Un'altra cosa che adoro e che mi mancherà, sono i porti. Forse perché ho sempre amato le barche e i pescherecci o forse perché mi paiono piccole città fermate a un passato antico (o forse perché l'odore di mare fa OMO e il lupo di mare non è da sottovalutare!)


Mi mancheranno quelle notti di luna piena dove si può udire solo il suono del vento che porta con sé l'odore irresistibile del gelsomino, le notti di irresistibili baci, di abbracci rubati, di carezze e di tantissime finte promesse.


La canzone più bella (dedicatela con una bella serenata!!)



Mi mancheranno quelle amiche che ti fanno desiderare di essere ragazza per sempre, quelle che nonostante l'età, le regole imposte dal mondo, la vita riusciranno sempre a comportarsi come pazze e a farti sentire in imbarazzo (ma con stile!)


Mi mancherà l'inno di Mameli, (che continuerò a cantare agli stranieri)
Mi mancherà la mamma (lei che mi ha amato anche quando avevo 14 anni ed ero piena di brufoli)
Ma soprattutto mi mancherà la pasta italiana, perché dovunque sei, la pasta assume un sapore diverso fuori dai confini! ( in poche parole all'estero fa schifo)


Mi mancherà "il vero italiano" il ragazzo rude davanti ai suoi amici, ma romantico da mozzafiato, il ragazzaccio di strada che fa battere il cuore a noi povere pischelle.

(va beh... Marlon Brando non è italiano ma...in questo video ci sta!)



Evviva l'Italia!! Evviva la Romagna! ...e il Sangiovese!







Fatela innamorare! La festa Artusiana (Forlimpopoli)

Pubblicato da alle 7:23 PM 0 commenti
Cosa fare per conquistare una donna? ragazzi, non date ascolto a tutte quelle falsità contenuti nei vostri giornaletti proibiti pagati 2 euro dal giornalaio. Alle donne piace mangiare! E quando dico mangiare non intendo un panino al volo al fast-food che urla calorie solo a guardarlo, ma mangiare Sano e Bene.
Questo non significa spendere 50 euro ogni sera che uscite assieme, ma quantomeno significa conoscere i ristoranti buoni ed economici in Italia (suvvia non potrà essere così difficile! siamo la patria della buona cucina!!). Non ci sarà bisogno di andare fino a San Paolo in alpe-lontano-non-si-sa-quanti-km, si perché un'altra regola importante è non fare aspettare una donna affamata, troppo tempo sprecato a cavallo della vostra macchina la farebbe solo innervosire!!.
Quindi, una valida alternativa si presenta nella mia zona; la mitica, insostituibile, impareggiabile Romagna.
La Romagna è cibo! cibo buono... e anche vino, vino buonissimo e rossissimo. In questi giorni, non si potrà fare a meno di recarsi alla famosa Festa Artusiana (Forlimpopol, FC), qui, i giovani pischelli innamorati e stracotti porteranno la loro fidanzatina e gireranno con gli occhi sognanti per gli stand gastronomici aspettando che lei ne scelga uno. Come le bambine in un negozio di caramelle, ne saranno entusiaste!.
Anche io, che provo da anni a contenere la mia voglia irrefrenabile di prendere un menù a quattro portate, perdo la testa in questo paradiso! cena al ristorante Toscano, fiorentina fumante (di quelle alte quattro dita), ubriaca di amore verso il cibo (e di vino rosso). Mi troverete al banco dei dolci a prendere noccioline caramellate e a quello dei gelati (con un maxi cono gigante a cui non mancherà di certo il gusto Robiola e fichi).
Questa sono io, aspetto ogni anno la festa Artusiana per piantare la mia tenda davanti ai ristoranti e ringhiare a chiunque mi superi mentre faccio la fila per una sangria.

Ristoranti che vincono quest'anno (basati sull'esperienza personale e il gusto soggettivo):

Argentino: 10 con lode
Toscano: 9 e mezzo
Tagliatelleria Romagnolo: 8 e mezzo
Ristorante Chianina e Fiorentina: 8
Ristorante Spagnolo: 7




Di cosa si tratta?
festa all'insegna della cucina, dedicata all'illustre personaggio di Forlimpopoli, Pellegrino Artusi (Informazioni), fautore di un manuale di cucina: "La Scienza in cucina è l'arte di mangiar bene" dove raggruppa ricette a lui trasmesse oralmente e non dalla cultura degli italiani.

Date della Festa Artusiana: 22-30 giugno (2013)

Come arrivare: 
dalla via Emilia: Il paese di Forlimpopoli dista 8 chilometri da Forlì, 9 da Cesena.
dalla E45: uscire a Cesena ovest e poi raggiungere Forlimpopoli lungo la via Emilia
dalla A14: direzione sud: Uscire a Forlì e poi seguire la via Emilia
dalla A14 direzione nord: Uscire a Cesena nord e poi seguire la via Emilia
Aereo: (ma davvero venite da così lontano?) aeroporto Bologna, Autostrada.

Informazioni Turistiche (Ufficio turismo): 0543/749250

Buona Romagna a tutti!!!



mercoledì 22 maggio 2013

Firenze a piedi, in un giorno

Pubblicato da alle 10:45 PM 1 commenti
Direttamente dalla rubrica "I love Italy" ecco che io e la mia compagna d'avventure decidiamo di approfittare di questo momento di quiete e serenità per buttarci in una giornata full time alla scoperta delle città italiane, questa volta, è toccata a Firenze.
Ogni città porta una frase...Firenze è poesia. Non ci siamo fatte stravolgere dalle due ore di treno, perché signori miei...è una volata!. Quanti eurini? 21 euro andata e ritorno, mica male no?
Per chi parte da Bologna esiste la nuovissima compagnia ferroviaria Italo (SitoItalo). I biglietti hanno un prezzo assolutamente abbordabile (il tutto cambia dalla classe o extra che si possono scegliere) e il treno è molto veloce, quindi sarete a Firenze in un battito di pupilla!. Piccolo appunto, i biglietti prenotateli online, quello standard viene circa 14 euro.
Per chi vuole le cose complicate (come noi) o comunque parte da Forlì esiste un'altro metodo, il meraviglioso treno regionale! ma attenzione! non si tratta del solito regionale, ma un treno alla "Harry Potter" che invece di fare quelle strade noiose, rettilinee, con paesaggi standard, affronta un tragitto assolutamente mozzafiato (l'Italia è, di fatto, mozzafiato) attraversa il cuore delle montagne, quindi oltre che sentire le orecchie perennemente tappate mentre si passa nelle gallerie, vedrete il fantastico paesaggio e farete brevissime soste in paesini che non avete mai sentito nominare! Come prendere questo treno dei sogni?.
Con un biglietto unico, arrivate da Forlì fino a Faenza, qui dovrete cambiare, pochi minuti di attesa (dipende dall'orario che sceglierete) ed ecco che arriva il treno che vi condurrà dritti dritti a Firenze Santa Maria Novella (ovvero la stazione centrale). Insomma! per una volta lo possiamo dire, Viva Trenitalia!!.

Arrivati a Firenze, fate come noi, cercate di mantenere il sangue freddo e correte alla prima edicola che trovate (davanti all'uscita della stazione) e comprate una cartina plastificata della città, quella con i disegnini dei monumenti fatta apposta per chi non possiede il dono dell'orientamento, (io sono tra i più fortunati, con la MIA memoria fotografica!), ah dimenticavo... 3 euro.

Altro appunto, a Firenze le donne possiedono una strana ansia di andare dritto per dritto ignorando chiunque stia loro dinanzi e s'incavolano molto se qualche poveretto/a intralcia loro il cammino. Sono un po' come le formiche, faticano a curvare.

Incominciamo il viaggio.

!) Prima strada, subito alla vostra destra appena usciti dalla stazione: Via de Panzani, sulla sinistra trovate subito la piazza dell'Unità italiana e, percorrendo la via, troverete alla vostra destra la chiesa di S. Maria Novella. Iniziata nel 1278. Il nome Novella deriva proprio dal fatto che è "nuova" infatti venne costruita al posto di un altra più piccola del X secolo. Personalmente non l'ho trovata così "bella". Il meraviglioso viene più avanti.

!) Percorrete sempre la via, concedetevi un caffè, uno sguardo in giro, camminate con calma (attenti a non farvi calpestare! Firenze è un pericolo di bici, donne e automobili). Via de' Panzani si congiunge con Via de' Cerretani, questa, vi porterà nella piazza S. Giovanni, dove troverete il Battistero e il magnifico Duomo. Due parole su ciascuno,
del Battistero s'ignora cronologia e costruttori, si sa che la sua costruzione è iniziata attorno al XI secolo, lo stile è romanico-toscano e porta su ogni lato 3 bellissime porte bronzee che solo ultimamente sono state riportate al colore dorato originale.
-La porta a sud (la prima dove si entra) è opera di Andrea Pisano e potrete trovare 3 statue di bronzo di Vincenzo Danti; Il carnefice, San Giovanni Battista e Salomè
-La porta a nord, è stata sottoposta all'attenzione di L. Ghiberti e anche Brunelleschi.
-La porta a est, è detta "del Paradiso" (così venne chiamata da Michelangelo) ed è anch'essa opera di Ghiberti, essa porta raffigurazioni importanti di episodi dell'Antico Testamento

Il Battistero

Il Duomo, bellissimo! iniziato nel 1296 nello stile gotico-toscano da Arnolfo di Cambio, ma poi ripreso da tanti artisti, fra cui Giotto. Venne poi terminato nel 1434, la facciata del Duomo ebbe conclusione definitiva solo nel 1871. Cominciate a girarlo da destra (il fianco più antico) potrete ammirare la cupola del Brunelleschi, imponente! Sicuramente una delle strutture di Firenze che volevo vedere maggiormente! (1421-1436). Sul fianco sinistro ammirerete la porta della Mandorla (prima metà 400)

La Cupola (Brunelleschi)

!) Dopo esserci perse un paio di volte (solo un paio!) abbiamo proseguito per via Proconsolo e abbiamo raggiunto il Bargello (o Palazzo del Podestà) iniziato nel 1255, stile romanico-gotico, la torre che lo sovrasta è detta "Volognana". Questo palazzo fu residenza del capitano di giustizia (o bargello) dal 1865 è sede del Museo Nazionale.


!) Sempre dritti fino a Piazza della Signoria (era il centro politico), ove troverete Palazzo Vecchio (o della signoria), fino al 500' sede della repubblica quindi della signoria, davanti al palazzo la copia della statua del David di Michelangelo (l'originale è alla galleria dell'Accademia) e il gruppo di Ercole e Caco di Baccio Bandinelli. La Loggia della Signoria (1376-81), con le sue sculture fra cui: Il Ratto delle sabine, Il Perseo (...).
Nell'angolo sinistro a Palazzo vecchio, la magnifica fontana del Nettuno, opera dell' Ammannati (soprannominata dai toscani: "Il  Biancone").
Più o meno al centro della piazza troverete un epigrafe segnata a terra, dove si ricorda il punto esatto in cui vennero impiccati e arsi vivi, Girolamo Savonarola e i suoi compagni; Maruffi e Buonvicini (23 maggio 1498) da parte di chi? papa Alessando VI.
Contenti di Piazza della Signoria?

Il "Biancone" (Piazza della Signoria)

!) Proseguiamo a Ponte Vecchio (lo troverete andando sempre dritto superando Palazzo della Signoria e la Loggia) che dolcemente, senza tempo, sovrasta l'Arno. Troverete l'oro sul ponte. Non scherzo! migliaia di gioiellerie che accompagnano la passeggiata di milioni di turisti. La storia sulla costruzione di questa meraviglia qui: (Ponte Vecchio story)
Avanti percorrendo via de' Giucciardini, ecco alla vostra sinistra Palazzo Pitti.


Ponte Vecchio

!) Ora la meta finale, a un bel cammino dal centro, ma davvero ne vale la pena! Dovete arrivare a San Miniato a monte, avete la vostra mappa vero? bene, tornate su viale Giucciardini e costeggiate l'Arno su via di Bardi, troverete sulla destra Piazza G. Poggi, attraversatela e andate sempre dritto, non potrete sbagliarvi perché la strada si farà ardua e in salita!. Raggiungerete (tramite una scalinata) Piazzale Michelangiolo, con il suo giardino delle rose, più in su.... Il sudatissimo San Miniato, con la bella chiesa in stile romanico fiorentino. Ora potrete voltarvi e godervi l'impagabile vista di Firenze!!!

Vista da Piazzale Michelangiolo (giardino delle rose)

Quanto abbiamo speso in tutto? con il pranzetto a base di panini fatti in casa, 21 euro di treno, 3 euro di cartina, 2 euro di caffè e acqua, un gelato da 2 euro (mangiato in piedi, perché a pizza del Duomo scordatevi di potervi sedere senza aver un valido motivo!)  insomma siamo state brave...risparmiatrici e camminatrici...!

Piccolo contro di Firenze: Tutti i luoghi d'interesse storico...si pagano! Duomo, Battistero ecc... E nemmeno poco! Ma ne vale la pena!!


Non abbiate mai paura dell'ombra. È lì a significare che vicino, da qualche parte, c'è la luce che illumina.
(Ruth E. Renkel)


E dopo questa massima...



lunedì 29 aprile 2013

Londra ad aprile. Dall'aeroporto di Stansted al centro

Pubblicato da alle 5:06 PM 0 commenti
Non avevo mai visto Londra in aprile, il sole filtra fra le nuvole bianche, l'aria è fresca sembra soffiare dalle montagne e certi sbuffi di vento ti fanno rabbrividire, la gente corre. Ma perché i londinesi corrono? mi piacerebbe seguirne uno un giorno, per vedere dove è diretto, quale meta può essere così agognata? Poi ti urtano nella loro corsa, ma immancabilmente ti riempiono di scuse come se ti avessero ammazzata. A Londra sono educati, tutti hanno una forma di rispetto quasi imbarazzante, ero costantemente preoccupata che potesse cadermi per terra una carta di caramella. Si, perché in questa città, ci si sente davvero in colpa a essere maleducati.
Adoro Londra per le case, sono amante delle "casine in canadà" piccoline, bianche, con cancelli di ferro battuto e uno spruzzo di verde. La amo per la capacità che ti dà di essere chi vuoi quando vuoi, a Londra non importa a nessuno chi sei, questo ha i suoi pro e contro!.
Un giorno o l'altro sentirete parlare di me in televisione, mi avranno arrestata (sarò quella che girava per Londra completamente nuda e dipinta di rosso). In una città del genere nessuno nota la tua eccentricità e il tuo essere "alternativo", insomma ho visitato tante capitali, ma nessuna fino a ora è come Londra, che vince il primato di "passare inosservati è facile". Mi manca Londra per i negozietti vintage dove si può trovare un mondo fermo a un passato non dimenticato, mantenuto vivo dall'odore di vecchio che si solleva dalle bancarelle di Portobello Road. 
Londra richiama in me il mondo romantico, fatto di salotti mondani, buone maniere e soave tristezza. Un mix di elementi che possono fare impazzire un'affamata di emozioni come me!!



!)Come arrivare a Londra? prendere un volo Ryanair, arrivo all'aeroporto di Stansted di lì avete alcune alternative. Notate bene! all'uscita dal gate se prendete i Bus dovrete stare attenti ai cartelli, infatti, l'uscita non è la "principale" ma rimane spostata sulla sinistra (troverete un cartello giallo in alto, con sui scritto Bus, Taxi ecc...)  Io ovviamente mi ero subito persa!

-Bus 
!)National Express
(Prenotare biglietti qui: http://www.nationalexpress.com/home.aspx)
Ce ne sono di tre tipi con destinazioni diverse;
National Express A4
Destinazione: Golders Green 
Ogni 30 minuti
24 ore no stop

National Express A6
Destinazione: Victoria (centro Londra) + Golders Green, Finchley Road Underground Station, St Johns Wood, Baker Street, Marble Arch and Hyde Park Corner
Ogni 10 minuti
24 ore no stop

National Express A9
Destinazione: London Stratford + Trafalgar Square, St Baker Street, Marble Arch and Hyde Park Corner
Ogni 30 minuti
24 ore no stop

!)Oppure (la mia scelta) Bus Terravision 
è gestito da italiani quindi potrete chiaramente chiedere informazioni sul posto, i biglietti si possono comprare online (http://www.terravision.eu/italiano/london.html) oppure all'aeroporto di partenza o di arrivo, altrimenti potrete farli anche sul posto mentre aspettate il bus. 
Notate bene che per le altre destinazioni come Finsbury Square o Bromley-by-Bow, i biglietti si devono acquistare esclusivamente online almeno 48 ore prima dell’orario di partenza.
Ricordate di consultare gli orari!! (li trovate in basso per ogni Bus)
Fermate
Ricordate che l'autobus A50 ferma al N°2 di Bulleid Way (Victoria)
A51 ferma al N°9 di Buckhingam Palace Road (Victoria)

A50 
Destinazione : Victoria (centro Londra)
Ogni 30 minuti (attenti alle file chilometriche io sono arrivata in ritardo e ho dovuto aspettare)
Impiega circa 75 minuti (senza traffico)
Costo biglietto: da 8 Sterline 

A51 
Destinazione : Liverpool Street (centro Londra)
Ogni 30 minuti
Impiega circa 55 minuti
Costo biglietto: da 8 Sterline


-Treno
Comodo è lo Stansted Express (https://www.stanstedexpress.com/) ma molto meno economico! fino alla fermata Liverpool Street si spende circa £20.

Sconsiglio i Taxi mangiasoldini!

Londra vista da Trafalgar Square. Ero appena stata al National Gallery. Imperdibile.


Ferma a un semaforo (giravo in vespa) ecco passare una parata, militari di ritorno dall'Afghanistan.


Camden Town, è in zona 2, un posto davvero bizzarro e particolare, personalmente lo adoro! il quartiere dov'è nato il vero punk e dove Ami Winehouse ha consumato gli ultimi attimi della sua esistenza. C'è un mercato, il Camden Market, in cui potrete trovare di tutto! ma davvero di tutto! da vedere assolutamente.


"Casine in canadà" di Portobello Road... non dico il prezzo di un monolocale!

Magnifico Tower Bridge

Vi ricorda qualcosa?! ex negozio di libri nel film Notting Hill, oggi è un negozio di scarpe.

Tower of London 

Bellissima Portobello Road! purtroppo non c'erano le famose "bancarelle" che invece popolano la via nei fine settimana.

Predappio, da punti di vista

Pubblicato da alle 2:33 AM 0 commenti
Cosa accade nelle domeniche di fine aprile? beh...quando il tempo è bello, nella mia zona, si comincia ad andare al mare. Oggi il sole non voleva saperne di far capolino dalle nuvole e la temperatura era così piacevole che non me la sono proprio sentita di stare a casa! così ho passeggiato beatamente fra le zone che circondano la mia cittadina, esplorandole con un occhio da turista. Tutto può essere ammirato, anche quando lo si vede tutti i giorni. Oggi la mia visita è toccata a Predappio. Il mio entusiasmo mi aveva spinto in questo paese a causa delle note "bancarelle della caritas" in cui speravo di trovare qualcosa di utile, interessante o vintage (obbiettivo raggiunto!) ma ecco che, come sempre, mi sono ritrovata a vagare con lo sguardo altrove.
Ho scoperto bellissimi monumenti a cui non davo attenzione in precedenza e che invece sono gonfi di un passato glorioso e di una storia inestinguibile.
Per chi non la conosce, Predappio è il luogo di nascita di Benito Mussolini, con pro e contro si respira ancora l'aria carica di aspettativa che, inevitabilmente, questo personaggio ha lasciato dietro di se.  Mussolini è stato capo del governo fascista, nel 1922 instaurò la dittatura fino alla fine della seconda guerra mondiale. Non solo, Predappio è legata a un altro nome Adone Zoli, un personaggio di spicco antifascista che lottò per  la liberazione e diventò il sesto presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana. 

A Predappio tre cose salteranno subito all'occhio;

!)Prima, la gente strana. Siete in un paese, non potete sperare di passare inosservati! quindi non spaventatevi se vi fisseranno tutti.
!)Seconda, non allarmatevi per i singolari "negozi di souvenir" che paiono invece un inno al fascio e alla dittatura. 
!)Terza, strade pulite e bellissimi monumenti. 

Percorrendo il viale principale si arriva a piazza S. Antonio, in cui troverete dritto di fronte a voi, la Basilica di S. Antonio nel 1931 Rachele Mussolini partecipò alla cerimonia in cui venne posata la prima pietra della basilica, in seguito venne ultimata nel 1935.


 Basilica di S. Antonio














Un altro monumento che mi è piaciuto davvero molto è Palazzo Varano, ospita il municipio ed è circondato da un ampio parco comunale. Il palazzo è stato residenza del dittatore per circa venti anni dalla sua nascita, vi è una scalea di accesso progettata da Florestano Di Fausto nel 1929. Interessante notare che vista dall'alto della torre del palazzo, la scalinata assume la forma di una freccia che punta verso Rocca delle Caminate, residenza estiva di Mussolini.



Palazzo Varano




















Un "simpatico" negozietto di souvenir!











!) Curiosità: esiste il "gelato del Duce" fatto interamente di cioccolato fondente ma con acqua al posto del latte, in tal modo il gelato è di un colore quasi nero... WTF??





giovedì 18 aprile 2013

La prossima meta...ha 203 anni

Pubblicato da alle 4:51 PM 2 commenti
Il cambiamento, che bella parola! (Sostantivo!) quanti di noi vengono travolti dal cambiamento? Lo si evita agevolmente, si preferisce il saldo e rassicurante terreno in cui siamo aggrappati, poco importa se è grattato dal tempo. Del resto quali qualità bisogna avere per fare un salto nel vuoto? Essere matti! o semplicemente vivi.

Un aiutino per il mio prossimo cambiamento. Ha esattamente 203 anni (In verità molti di più!), una passione per gli stranieri e questa è una delle sue foto-profilo migliori!

Per chi indovina offro un gelato panna e cioccolato...



lunedì 4 marzo 2013

Un mese fuori, Residence o Famiglia? Liverpool

Pubblicato da alle 4:12 PM 0 commenti

Io ero un accanita sostenitrice delle Famiglie all'estero.
«Si, io vado in famiglia, solo lì imparerò l'inglese come si deve!»
Queste le mie parole prima di partire per il mio mese d'avventura. Ecco come ho cambiato velocemente idea;

Arrivata a Lvp ero alquanto spaesata, pioveva a dirotto, vento gelido e io, con i miei vestitini di cotone che già erano troppo pesanti per il caldo estivo italiano, mi sono ritrovata zuppa e tremante di freddo.
Ero davvero impreparata. Insomma sapevo che in Inghilterra piove sempre e blablabla... ma lo credevo un...come si dice...un assurdo Cliché.
Ecco servita la mia spavalderia.
Quando ero in Italia (giusto 2 giorni prima di partire) avevo scoperto che la mia famiglia ospitante, si trovava a ben 30 minuti dal centro di Liverpool, in un paesello chiamato Walton.
Non mi ero fatta troppe domande né mi ero preoccupata troppo, pensando che in qualche modo (come sempre) me la sarei cavata cercando un Bus.
Errore madornale...perché arrivata non sapevo proprio che pesci pigliare, mi trascinavo con una valigia troppo pesante (colpa di mia mamma!!) lungo il centro, fino a che come un miraggio, nel cielo plumbeo e con l'alluvione che mi oscurava la vista, ecco che poco lontano c'era il famoso "Information point" (completamente inutile visto che non capii assolutamente NIENTE delle indicazioni dello Scouser) Ero depressa, frustrata e maledivo la mia buona stella che sembrava avermi abbandonato in una terra sconosciuta. Pensai con nostalgia al sole caldo, al mare verde e puzzolente della mia città, quello di Liverpool mi pareva tanto un "mare nero".
Dopo vari tentativi, con la mia cartina inzuppata e numerosi su e giù tra la stazione dei Bus e quella del treno, io e la mia amica (due piccole Indiana Jones senza bussola né regole), ci arrendiamo e chiamiamo un Taxi. Ero talmente messa male con il "mio inglese" che mandai avanti lei per parlare con il tassista, che a modico prezzo, ci trasportò sollevate prima a casa sua poi a casa mia.

La mia casa era a pochi passi dalla fermata del famoso Bus 12, che non ero riuscita a trovare (lui trovò me), era piccola, seguita dalle mille case-gemelle che le stavano ai fianchi.

!)La mia Famiglia (il cibo)
Non erano cattive persone, solo un poco troppo "perbene" per una disordinata come me. E cosa peggiore di tutte, erano vegetariani.
Io, abituata al buon cibo, alla mia amata cucina italiana, agli spaghetti, alla piadina, ai tortelli, alla fiorentina (quella poco cotta, alta due dita e grondante di sangue), dovevo abituarmi ai loro piatti (solo primo o secondo senza pane) che consistevano: o in quattro maccheroni mosci immersi in qualcosa che poteva essere pomodoro, o qualche verdura lessata e talmente priva di nutrienti che sembrava plastica, oppure mi rifilavano un Cuscus dal sapore orrendo e dal gusto amaro e piccante (una vera tortura, lo buttavo sempre, mi spiace, ma non ce la facevo proprio a mangiarlo!).
Poi due bicchieri d'acqua dal rubinetto e ognuno per sé, Dio per tutti!.

Morivo di fame! tutte le notti era un concerto nel mio stomaco, che, abituato al primo, secondo, contorno, dolce, sorbetto, caffè e ammazza caffè si sentiva "dimenticato".
Molto meglio capitò la mia amica, la sua family la rimpinzava di pollo e patatine ogni giorno e lei era bella che contenta con il suo pancino pieno! mentre io la chiamavo disperata, lei mi elencava tutte le pietanze che le avevano offerto. Se ci ripenso sto' ancora male, mi viene fame di nuovo...aspettate prendo qualcosa dal frigo...
La fatidica notte di metà settimana, sentivo che non potevo resistere... dovevo mangiare! era una necessità! così eccomi scendere le scale per andare a prendere solo pochi pezzi di pane e portarmeli su in camera.
In realtà una volta in cucina persi la testa! presi 5 fette di pane, 2 fette di torta, latte e cereali.
Fino a che non mi feci "beccare" dalla mia "mamma" mentre mi rimpinzavo come un maiale al di fuori dei pasti concessi. (ha avuto il buon cuore di non dirmi nulla)
Ma il giorno dopo nella notte, spinta ancora dai morsi della fame, ecco che scendo le scale e...... BIIIIIIIIIIIIIIPPPPPP
Il suono acuto di quel maledetto allarme che suonava all'impazzata per tutta la casa mi ha fatto strillare e correre come una pazza in camera mia sbattendo la porta.
Si, ora ci rido sopra, ma mi sentivo come un piccolo ostaggio messo a dieta nella mia piccola fredda stanzetta in quel paesino dimenticato da Dio.

(L'allarme)
E' stato davvero l'incubo di quei giorni nella mia host family ogni giorno mi lasciavano un biglietto in cui io dovevo comprendere come attivarlo e quando farlo.
 Loro se ne andavano la mattina e io rimanevo in casa da sola, con quell'incubo da impostare non appena uscivo.
Non può essere così difficile (direte voi) impostare un allarme... Sono d'accordo, ma quello era anteguerra, vecchio di cent'anni, datato, aveva un modo tutto suo complesso d'istallarsi e di sicuro non avevamo nessun feeling.
La prima volta che lo impostai sudai freddo, perché qualcosa andò storto e questo si mise a urlare a gran voce e non so nemmeno come feci a farlo tacere.
La seconda volta Il mio "padre" mi spiegò con pazienza e io GIURO di aver fatto tutti i passaggi da lui illustrati ma si mise a suonare comunque.
Una volta entrai in casa, non c'era nessuno e non ricordavo il codice per disattivarlo! (prima o poi sarebbe arrivata la polizia, qualcuno l'avrebbe chiamata!) Nell'ultimo tentativo lo lasciai suonare, chiusi la porta e me ne andai a scuola (Ci pensò l'antipatica della mia coinquilina!)

(Gli orari)
Quando vivi in una Host Family, hai degli orari, che tu sia maggiorenne o meno! per mangiare, per rincasare alla sera, i tempi interminabili del bagno... (si perché avevamo un bagno in quattro e io ci potevo stare pochissimo uscivo mezza insaponata e mezza truccata)
Poco male per me e la mia amica, abitavamo talmente lontane dal centro e l'una dall'altra (45 minuti) che non potevamo nemmeno uscire!
Quindi fui contenta alla fine della prima settimana, di raccogliere i miei effetti, le mie mele (comprate per attenuare la fame) le mie cose sparse per la stanza (non tollerate dalla perfezione immacolata della casa)  e andarmene prendendo per l'ultima volta il Bus 12  e salutando le carote mosce e l'allarme impazzito.

!)Residence
Le cose andarono di certo meglio nel mio Residence. Cerco sinteticamente di elencare i vantaggi:

PRO
-Privaci assicurata (a parte la cucina condivisa e in taluni posti anche il bagno, ma non è così male)
-Cibo come, quando e quanto vuoi! (quanti fagioli, quante patate....)
-Amici nuovi (di ogni nazionalità! noi eravamo in 4, tralasciando la coppia di turchi che venne a distruggerci il divertimento!)
-No Orari (5.00 di mattina assicurate!)
-Ubicazione nel centro
-Party e cene di gruppo
-Freedom

CONTRO
-Non sai con chi capiti (io sono stata abbastanza fortunata)
-Dormi poco (soprattutto se è la stagione degli amori per i gabbiani!)
-Devi comprarti e cucinarti il cibo da sola (ma è un ottima esperienza sia per il risparmio che per la pratica culinaria!)

Altri non me ne vengono in mente, io sono stata davvero bene in Residence, se farò un altra esperienza del genere mai più famiglia!

!)Prezzi?
Di solito non variano molto fra Residence e host family
Nel mio caso, la Family costava poco di più solo perché era mezza pensione! (se siete bravi si risparmia molto di più con il Residence!)


!)VEDI ANCHE:
- Cosa devi vedere a Liverpool
- La città degli Scousers
- Fab Four
- Come ci vedono gli stranieri?



Le foreste Casentinesi

Pubblicato da alle 3:27 PM 0 commenti
Oggi ho deciso di rendere giustizia al mio paese, alla mia Italia, alla mia regione! l'Emilia Romagna. In particolare a una delle mie mete preferite: Le foreste Casentinesi.

Intanto, dove si trovano? nella mappa sotto potrete farvi un'idea sulla collocazione nel territorio italiano
Il Casentino è una della quattro principali vallate in provincia di Arezzo, Il complesso di centri abitati e luoghi naturalistici stupefacenti, si estendono per una superficie di circa 800 km.




























In questa valle, scorre il primo tratto del fiume Arno, che nasce dal Monte Falterona (1654 m), che assieme al Monte Falco (1658 m), costituisce il limite della vallata, ai confini con la Romagna.

Personalmente amo molto la riserva naturale di Campigna, (provincia Forlì-Cesena) dove mi reco spesso in inverno per sciare, ciaspolare (tipica camminata con comuni racchette da neve) o godermi il sole e il fresco in estate, magari rispondendo alla mia voglia di "fare" andando a cavallo.
Uno dei siti naturali che amo di più non c'è che dire, questo per specificare che l'Italia è un contenitore di luoghi meravigliosi, nei confronti dei quali gli stranieri, (o gli stessi italiani) ne ignorano l'esistenza!



Campigna 2013



!) Cosa significa "Ciaspolada"? consultare l'articolo: Total free magazine






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