martedì 28 maggio 2013

Parlando di "Sante"

Pubblicato da Lì alle 9:23 PM 0 commenti
Capita nella vita d'imbattersi in creature straordinarie che non credavamo esistessero. Le incrociamo in qualche pub, in una strada di periferia e giriamo la testa storditi a guardarle, non credendo a noi stessi.
La prima volta che ho incontrato "Sante" (lo chiamerò così per comodità) ho sentito le farfalle che dallo stomaco, mi finivano accidentalmente nelle vene, ostruendole pericolosamente, cosicchè non giungeva abbastanza sangue al cuore e ossigeno al cervello. Aveva occhi così intensi che t'inchiodavano in una morsa dolorosa, era il "tipico" ma raro personaggio per cui perdoni il tuo balbettio e il tua improvvisa voglia di parlare a vanvera
  
Nessun attore, modello o latin lover, poteva competere con Sante. Il paradosso più grande, in grado di farti sentire una povera scema in balia degli eventi, era che Sante non era affatto un bello "da paura". Non avrebbe mai potuto competere con lo statuario "parlami d'amore Mariù" nella pubblicità di Dolce & Gabbana





Nemmeno avvicinabile all'impossibile, inafferrabile (presumibilmente gay) Gabriel Garko. Nessun tipo di gel fra i capelli, nessuna scottatura imbarazzante data da una lampada abbronzante, nessuna caramella per l'alito e di sicuro, le sue sopracciglia non erano rifatte.
No, Sante era di più, aveva uno strano sorriso sornione, compariva e scompariva in un attimo, tanto che ci si chiedeva se fosse comparso per davvero. Sollevava il labbro destro, incurvava il sinistro, quasi un ghigno, ma estremamente sensuale. Sante era un uomo.
Aveva mani ruvide e abbronzate, perché odiava stare rinchiuso in casa e lavorava all'aperto, non dispezzava il lavoro manuale, non lo infastidiva il sudore che gli scorreva fra le scapole, sorrideva sotto il sole cocente e cantava canzoni d'amore.
Sante non era alto, aveva l'universo stretto in gola e migliaia di donne.
Quando l'ho incrociato per la prima volta ero una ragazzetta, lui era interessato ai miei occhi, io ero totalmente persa nei suoi. 
Recitava poesie, si divertiva a sussurrarmi nell'orecchio la mia preferita, soffiandomi sul collo, giocando con i miei pensieri, con le mani strette nelle mie.
  
             
  E i bicchieri eran vuoti
  e la bottiglia infranta
  E il letto spalancato
  e l'uscio era sprangato
  E tutte le stelle di vetro
  della felicità e della bellezza
  lucevano nella polvere
  della stanza mal spazzata
  Ed ero ubriaco morto
  ed ero fuoco di gioia
  ed eri ebbra vivente
  nuda tra le mie braccia.


Sante non era ricco, ma la sua personalità riempiva il portafoglio vuoto. Era selvaggio e odorava di libertà, viaggiava molto, lasciava dietro di sè sospiri e ricordi. In verità, era così pieno d'amore da travolgere come un uragano tutti quelli che riuscivano a sfiorarlo almeno una volta. Entrava e usciva dalla vita delle persone con tale velocità che era impossibile immaginare il viso dei figli che avresti potuto avere con lui. 
Sante collezionava conchiglie, ti portava a vedere la cima di una montagna e ti fissava come se non ci fosse stato un domani. Era un attimo, un soffio di vento e "puf", lui non c'era più.
Tutti si ricordano di Sante, aveva capelli neri come l'ebano e sapeva di mare. Fumava troppo e non riusciva a fermarsi. 
Mia nonna lo vedeva passare fischiettando davanti alla nostra finestra, mentre lei stendeva la sfoglia, ogni volta mi ammoniva sospirando affaticata: "non innamorarti mai di qualcosa di selvaggio".
Sante non fuggiva, la sua vita era sul ciglio del burrone e fra le dita magiche del vento, un incessante andare.

                  



mercoledì 22 maggio 2013

Firenze a piedi, in un giorno

Pubblicato da Lì alle 10:45 PM 1 commenti
Direttamente dalla rubrica "I love Italy" ecco che io e la mia compagna d'avventure decidiamo di approfittare di questo momento di quiete e serenità per buttarci in una giornata full time alla scoperta delle città italiane, questa volta, è toccata a Firenze.
Ogni città porta una frase...Firenze è poesia. Non ci siamo fatte stravolgere dalle due ore di treno, perché signori miei...è una volata!. Quanti eurini? 21 euro andata e ritorno, mica male no?
Per chi parte da Bologna esiste la nuovissima compagnia ferroviaria Italo (SitoItalo). I biglietti hanno un prezzo assolutamente abbordabile (il tutto cambia dalla classe o extra che si possono scegliere) e il treno è molto veloce, quindi sarete a Firenze in un battito di pupilla!. Piccolo appunto, i biglietti prenotateli online, quello standard viene circa 14 euro.
Per chi vuole le cose complicate (come noi) o comunque parte da Forlì esiste un'altro metodo, il meraviglioso treno regionale! ma attenzione! non si tratta del solito regionale, ma un treno alla "Harry Potter" che invece di fare quelle strade noiose, rettilinee, con paesaggi standard, affronta un tragitto assolutamente mozzafiato (l'Italia è, di fatto, mozzafiato) attraversa il cuore delle montagne, quindi oltre che sentire le orecchie perennemente tappate mentre si passa nelle gallerie, vedrete il fantastico paesaggio e farete brevissime soste in paesini che non avete mai sentito nominare! Come prendere questo treno dei sogni?.
Con un biglietto unico, arrivate da Forlì fino a Faenza, qui dovrete cambiare, pochi minuti di attesa (dipende dall'orario che sceglierete) ed ecco che arriva il treno che vi condurrà dritti dritti a Firenze Santa Maria Novella (ovvero la stazione centrale). Insomma! per una volta lo possiamo dire, Viva Trenitalia!!.

Arrivati a Firenze, fate come noi, cercate di mantenere il sangue freddo e correte alla prima edicola che trovate (davanti all'uscita della stazione) e comprate una cartina plastificata della città, quella con i disegnini dei monumenti fatta apposta per chi non possiede il dono dell'orientamento, (io sono tra i più fortunati, con la MIA memoria fotografica!), ah dimenticavo... 3 euro.

Altro appunto, a Firenze le donne possiedono una strana ansia di andare dritto per dritto ignorando chiunque stia loro dinanzi e s'incavolano molto se qualche poveretto/a intralcia loro il cammino. Sono un po' come le formiche, faticano a curvare.

Incominciamo il viaggio.

!) Prima strada, subito alla vostra destra appena usciti dalla stazione: Via de Panzani, sulla sinistra trovate subito la piazza dell'Unità italiana e, percorrendo la via, troverete alla vostra destra la chiesa di S. Maria Novella. Iniziata nel 1278. Il nome Novella deriva proprio dal fatto che è "nuova" infatti venne costruita al posto di un altra più piccola del X secolo. Personalmente non l'ho trovata così "bella". Il meraviglioso viene più avanti.

!) Percorrete sempre la via, concedetevi un caffè, uno sguardo in giro, camminate con calma (attenti a non farvi calpestare! Firenze è un pericolo di bici, donne e automobili). Via de' Panzani si congiunge con Via de' Cerretani, questa, vi porterà nella piazza S. Giovanni, dove troverete il Battistero e il magnifico Duomo. Due parole su ciascuno,
del Battistero s'ignora cronologia e costruttori, si sa che la sua costruzione è iniziata attorno al XI secolo, lo stile è romanico-toscano e porta su ogni lato 3 bellissime porte bronzee che solo ultimamente sono state riportate al colore dorato originale.
-La porta a sud (la prima dove si entra) è opera di Andrea Pisano e potrete trovare 3 statue di bronzo di Vincenzo Danti; Il carnefice, San Giovanni Battista e Salomè
-La porta a nord, è stata sottoposta all'attenzione di L. Ghiberti e anche Brunelleschi.
-La porta a est, è detta "del Paradiso" (così venne chiamata da Michelangelo) ed è anch'essa opera di Ghiberti, essa porta raffigurazioni importanti di episodi dell'Antico Testamento

Il Battistero

Il Duomo, bellissimo! iniziato nel 1296 nello stile gotico-toscano da Arnolfo di Cambio, ma poi ripreso da tanti artisti, fra cui Giotto. Venne poi terminato nel 1434, la facciata del Duomo ebbe conclusione definitiva solo nel 1871. Cominciate a girarlo da destra (il fianco più antico) potrete ammirare la cupola del Brunelleschi, imponente! Sicuramente una delle strutture di Firenze che volevo vedere maggiormente! (1421-1436). Sul fianco sinistro ammirerete la porta della Mandorla (prima metà 400)

La Cupola (Brunelleschi)

!) Dopo esserci perse un paio di volte (solo un paio!) abbiamo proseguito per via Proconsolo e abbiamo raggiunto il Bargello (o Palazzo del Podestà) iniziato nel 1255, stile romanico-gotico, la torre che lo sovrasta è detta "Volognana". Questo palazzo fu residenza del capitano di giustizia (o bargello) dal 1865 è sede del Museo Nazionale.


!) Sempre dritti fino a Piazza della Signoria (era il centro politico), ove troverete Palazzo Vecchio (o della signoria), fino al 500' sede della repubblica quindi della signoria, davanti al palazzo la copia della statua del David di Michelangelo (l'originale è alla galleria dell'Accademia) e il gruppo di Ercole e Caco di Baccio Bandinelli. La Loggia della Signoria (1376-81), con le sue sculture fra cui: Il Ratto delle sabine, Il Perseo (...).
Nell'angolo sinistro a Palazzo vecchio, la magnifica fontana del Nettuno, opera dell' Ammannati (soprannominata dai toscani: "Il  Biancone").
Più o meno al centro della piazza troverete un epigrafe segnata a terra, dove si ricorda il punto esatto in cui vennero impiccati e arsi vivi, Girolamo Savonarola e i suoi compagni; Maruffi e Buonvicini (23 maggio 1498) da parte di chi? papa Alessando VI.
Contenti di Piazza della Signoria?

Il "Biancone" (Piazza della Signoria)

!) Proseguiamo a Ponte Vecchio (lo troverete andando sempre dritto superando Palazzo della Signoria e la Loggia) che dolcemente, senza tempo, sovrasta l'Arno. Troverete l'oro sul ponte. Non scherzo! migliaia di gioiellerie che accompagnano la passeggiata di milioni di turisti. La storia sulla costruzione di questa meraviglia qui: (Ponte Vecchio story)
Avanti percorrendo via de' Giucciardini, ecco alla vostra sinistra Palazzo Pitti.


Ponte Vecchio

!) Ora la meta finale, a un bel cammino dal centro, ma davvero ne vale la pena! Dovete arrivare a San Miniato a monte, avete la vostra mappa vero? bene, tornate su viale Giucciardini e costeggiate l'Arno su via di Bardi, troverete sulla destra Piazza G. Poggi, attraversatela e andate sempre dritto, non potrete sbagliarvi perché la strada si farà ardua e in salita!. Raggiungerete (tramite una scalinata) Piazzale Michelangiolo, con il suo giardino delle rose, più in su.... Il sudatissimo San Miniato, con la bella chiesa in stile romanico fiorentino. Ora potrete voltarvi e godervi l'impagabile vista di Firenze!!!

Vista da Piazzale Michelangiolo (giardino delle rose)

Quanto abbiamo speso in tutto? con il pranzetto a base di panini fatti in casa, 21 euro di treno, 3 euro di cartina, 2 euro di caffè e acqua, un gelato da 2 euro (mangiato in piedi, perché a pizza del Duomo scordatevi di potervi sedere senza aver un valido motivo!)  insomma siamo state brave...risparmiatrici e camminatrici...!

Piccolo contro di Firenze: Tutti i luoghi d'interesse storico...si pagano! Duomo, Battistero ecc... E nemmeno poco! Ma ne vale la pena!!


Non abbiate mai paura dell'ombra. È lì a significare che vicino, da qualche parte, c'è la luce che illumina.
(Ruth E. Renkel)


E dopo questa massima...



lunedì 29 aprile 2013

Londra ad aprile. Dall'aeroporto di Stansted al centro

Pubblicato da Lì alle 5:06 PM 0 commenti
Non avevo mai visto Londra in aprile, il sole filtra fra le nuvole bianche, l'aria è fresca sembra soffiare dalle montagne e certi sbuffi di vento ti fanno rabbrividire, la gente corre. Ma perché i londinesi corrono? mi piacerebbe seguirne uno un giorno, per vedere dove è diretto, quale meta può essere così agognata? Poi ti urtano nella loro corsa, ma immancabilmente ti riempiono di scuse come se ti avessero ammazzata. A Londra sono educati, tutti hanno una forma di rispetto quasi imbarazzante, ero costantemente preoccupata che potesse cadermi per terra una carta di caramella. Si, perché in questa città, ci si sente davvero in colpa a essere maleducati.
Adoro Londra per le case, sono amante delle "casine in canadà" piccoline, bianche, con cancelli di ferro battuto e uno spruzzo di verde. La amo per la capacità che ti dà di essere chi vuoi quando vuoi, a Londra non importa a nessuno chi sei, questo ha i suoi pro e contro!.
Un giorno o l'altro sentirete parlare di me in televisione, mi avranno arrestata (sarò quella che girava per Londra completamente nuda e dipinta di rosso). In una città del genere nessuno nota la tua eccentricità e il tuo essere "alternativo", insomma ho visitato tante capitali, ma nessuna fino a ora è come Londra, che vince il primato di "passare inosservati è facile". Mi manca Londra per i negozietti vintage dove si può trovare un mondo fermo a un passato non dimenticato, mantenuto vivo dall'odore di vecchio che si solleva dalle bancarelle di Portobello Road. 
Londra richiama in me il mondo romantico, fatto di salotti mondani, buone maniere e soave tristezza. Un mix di elementi che possono fare impazzire un'affamata di emozioni come me!!



!)Come arrivare a Londra? prendere un volo Ryanair, arrivo all'aeroporto di Stansted di lì avete alcune alternative. Notate bene! all'uscita dal gate se prendete i Bus dovrete stare attenti ai cartelli, infatti, l'uscita non è la "principale" ma rimane spostata sulla sinistra (troverete un cartello giallo in alto, con sui scritto Bus, Taxi ecc...)  Io ovviamente mi ero subito persa!

-Bus 
!)National Express
(Prenotare biglietti qui: http://www.nationalexpress.com/home.aspx)
Ce ne sono di tre tipi con destinazioni diverse;
National Express A4
Destinazione: Golders Green 
Ogni 30 minuti
24 ore no stop

National Express A6
Destinazione: Victoria (centro Londra) + Golders Green, Finchley Road Underground Station, St Johns Wood, Baker Street, Marble Arch and Hyde Park Corner
Ogni 10 minuti
24 ore no stop

National Express A9
Destinazione: London Stratford + Trafalgar Square, St Baker Street, Marble Arch and Hyde Park Corner
Ogni 30 minuti
24 ore no stop

!)Oppure (la mia scelta) Bus Terravision 
è gestito da italiani quindi potrete chiaramente chiedere informazioni sul posto, i biglietti si possono comprare online (http://www.terravision.eu/italiano/london.html) oppure all'aeroporto di partenza o di arrivo, altrimenti potrete farli anche sul posto mentre aspettate il bus. 
Notate bene che per le altre destinazioni come Finsbury Square o Bromley-by-Bow, i biglietti si devono acquistare esclusivamente online almeno 48 ore prima dell’orario di partenza.
Ricordate di consultare gli orari!! (li trovate in basso per ogni Bus)
Fermate
Ricordate che l'autobus A50 ferma al N°2 di Bulleid Way (Victoria)
A51 ferma al N°9 di Buckhingam Palace Road (Victoria)

A50 
Destinazione : Victoria (centro Londra)
Ogni 30 minuti (attenti alle file chilometriche io sono arrivata in ritardo e ho dovuto aspettare)
Impiega circa 75 minuti (senza traffico)
Costo biglietto: da 8 Sterline 

A51 
Destinazione : Liverpool Street (centro Londra)
Ogni 30 minuti
Impiega circa 55 minuti
Costo biglietto: da 8 Sterline


-Treno
Comodo è lo Stansted Express (https://www.stanstedexpress.com/) ma molto meno economico! fino alla fermata Liverpool Street si spende circa £20.

Sconsiglio i Taxi mangiasoldini!

Londra vista da Trafalgar Square. Ero appena stata al National Gallery. Imperdibile.


Ferma a un semaforo (giravo in vespa) ecco passare una parata, militari di ritorno dall'Afghanistan.


Camden Town, è in zona 2, un posto davvero bizzarro e particolare, personalmente lo adoro! il quartiere dov'è nato il vero punk e dove Ami Winehouse ha consumato gli ultimi attimi della sua esistenza. C'è un mercato, il Camden Market, in cui potrete trovare di tutto! ma davvero di tutto! da vedere assolutamente.


"Casine in canadà" di Portobello Road... non dico il prezzo di un monolocale!

Magnifico Tower Bridge

Vi ricorda qualcosa?! ex negozio di libri nel film Notting Hill, oggi è un negozio di scarpe.

Tower of London 

Bellissima Portobello Road! purtroppo non c'erano le famose "bancarelle" che invece popolano la via nei fine settimana.

Predappio, da punti di vista

Pubblicato da Lì alle 2:33 AM 0 commenti
Cosa accade nelle domeniche di fine aprile? beh...quando il tempo è bello, nella mia zona, si comincia ad andare al mare. Oggi il sole non voleva saperne di far capolino dalle nuvole e la temperatura era così piacevole che non me la sono proprio sentita di stare a casa! così ho passeggiato beatamente fra le zone che circondano la mia cittadina, esplorandole con un occhio da turista. Tutto può essere ammirato, anche quando lo si vede tutti i giorni. Oggi la mia visita è toccata a Predappio. Il mio entusiasmo mi aveva spinto in questo paese a causa delle note "bancarelle della caritas" in cui speravo di trovare qualcosa di utile, interessante o vintage (obbiettivo raggiunto!) ma ecco che, come sempre, mi sono ritrovata a vagare con lo sguardo altrove.
Ho scoperto bellissimi monumenti a cui non davo attenzione in precedenza e che invece sono gonfi di un passato glorioso e di una storia inestinguibile.
Per chi non la conosce, Predappio è il luogo di nascita di Benito Mussolini, con pro e contro si respira ancora l'aria carica di aspettativa che, inevitabilmente, questo personaggio ha lasciato dietro di se.  Mussolini è stato capo del governo fascista, nel 1922 instaurò la dittatura fino alla fine della seconda guerra mondiale. Non solo, Predappio è legata a un altro nome Adone Zoli, un personaggio di spicco antifascista che lottò per  la liberazione e diventò il sesto presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana. 

A Predappio tre cose salteranno subito all'occhio;

!)Prima, la gente strana. Siete in un paese, non potete sperare di passare inosservati! quindi non spaventatevi se vi fisseranno tutti.
!)Seconda, non allarmatevi per i singolari "negozi di souvenir" che paiono invece un inno al fascio e alla dittatura. 
!)Terza, strade pulite e bellissimi monumenti. 

Percorrendo il viale principale si arriva a piazza S. Antonio, in cui troverete dritto di fronte a voi, la Basilica di S. Antonio nel 1931 Rachele Mussolini partecipò alla cerimonia in cui venne posata la prima pietra della basilica, in seguito venne ultimata nel 1935.


 Basilica di S. Antonio














Un altro monumento che mi è piaciuto davvero molto è Palazzo Varano, ospita il municipio ed è circondato da un ampio parco comunale. Il palazzo è stato residenza del dittatore per circa venti anni dalla sua nascita, vi è una scalea di accesso progettata da Florestano Di Fausto nel 1929. Interessante notare che vista dall'alto della torre del palazzo, la scalinata assume la forma di una freccia che punta verso Rocca delle Caminate, residenza estiva di Mussolini.



Palazzo Varano




















Un "simpatico" negozietto di souvenir!











!) Curiosità: esiste il "gelato del Duce" fatto interamente di cioccolato fondente ma con acqua al posto del latte, in tal modo il gelato è di un colore quasi nero... WTF??





giovedì 18 aprile 2013

La prossima meta...ha 203 anni

Pubblicato da Lì alle 4:51 PM 2 commenti
Il cambiamento, che bella parola! (Sostantivo!) quanti di noi vengono travolti dal cambiamento? Lo si evita agevolmente, si preferisce il saldo e rassicurante terreno in cui siamo aggrappati, poco importa se è grattato dal tempo. Del resto quali qualità bisogna avere per fare un salto nel vuoto? Essere matti! o semplicemente vivi.

Un aiutino per il mio prossimo cambiamento. Ha esattamente 203 anni (In verità molti di più!), una passione per gli stranieri e questa è una delle sue foto-profilo migliori!

Per chi indovina offro un gelato panna e cioccolato...



mercoledì 10 aprile 2013

Noi, della miseria e della nobiltà.

Pubblicato da Lì alle 9:11 PM 0 commenti
Trovare il lato positivo di un guasto tecnico che costringe il treno, in cui sei prigioniera, ad arrestarsi nel bel mezzo del nulla, è possibile. Quando è successo a me, la rabbia e l'impotenza dinanzi al fatto, si sono trasformate in qualcosa di più costruttivo. Quel giorno era cominciato davvero male; mi ero svegliata tardi, avevo saltato colazione, ero vestita a strati e non avevo badato molto alla compatibilità di colori fra maglia e pantaloni. Il treno era fermo e io cominciavo ad annoiarmi, quando mi annoio divento insopportabile, osservavo il mio vicino di posto. Era un tipo alto, slanciato con un viso pallido e vestito di tutto punto. Il mio spirito di osservazione viene ripagato spesso dalla capacità di comprendere chi mi ritrovo davanti; era un ragazzo ricco, sicuramente maturo e con un brillante curriculum. Sebbene io abbia sempre avuto agevolazioni economiche, non ho mai amato ostentare quello che ottenevo e spesso, avevo pregiudizi nei confronti di quelli che, con disprezzo, chiamavo "figli di papà". Tuttavia ho avuto la capacità d'ignorare questa mia inclinazione e presentarmi al vicino, che ne frattempo, osservava il paesaggio al di fuori del finestrino, con lo sguardo smarrito. Dopo le presentazioni e una breve introduzione di competenze personali, io e il ragazzo avevamo portato il discorso a temi più ampi. Presto si era reso conto del mio più grande difetto, la mancanza di diplomazia, quando mostravo con i toni accesi e aspri il rancore che possiedo nei confronti del nostro mondo e della nostra realtà culturale tutta votata a favore di chi detiene il denaro.
«Non è un paese per poveri!» dicevo con rabbia, 

Inizia tutto dalla fine delle scuole superiori, chi ha i soldi può andare all'università, chi non li ha deve lavorare! guadagnarsi il pane. Magari un povero ha anche la voglia di farsi una cultura, quindi se è fortunato, lavora e si paga gli studi. Ne consegue che non avrà mai molto tempo per studiare, i suoi voti non saranno particolarmente eccellenti, poi cosa succede? si laurea a una triennale. Mettiamo caso che voglia continuare il suo percorso, i Master? non sono nemmeno considerabili visto l'elevato costo, in più c'è una selezione così stretta per la maggior parte che risultano essere "inaccessibili" per chi ha sputato sangue per ottenere un bagaglio culturale che, paradossalmente, è "limitato" per le credenziali richieste da alcuni. Esistono le borse di studio no? bene, quelle di merito e di reddito, in numero limitato, non sempre ottenibili e soprattutto non sufficienti per coprire tutte le spese. 
Cosa succede? che il ragazzo ricco potrà permettersi l'università non lavorando e quindi, puntando a un voto più che eccellente, avendo una maggiore disponibilità temporale da dedicare allo studio, potrà andarsene frequentemente all'estero, conseguire facilmente certificati di lingua, uscito da una triennale potrà permettersi il Master e, sicuramente, avere un curriculum curato e pronto per la prima azienda che lo considererà maggiormente rispetto agli altri. 

Sono passati tre anni, da quel discorso e dal guasto del treno (si, ce ne sono stati altri mille!). 
Quel ragazzo pallido ora, è un mio grande amico. Entrambi ci ritroviamo laureati, con un voto pressoché similare, lui è ricco io mi ritengo appartenente alla fascia media di reddito. 
Lui farà un Master, io una magistrale, ma entrambi abbiamo sperimentato le tante porte in faccia da quel mondo lontano e impalpabile che chiamano "lavoro".

Che la crisi abbia portato la meritocrazia? 






martedì 2 aprile 2013

Semi di zucca e amore

Pubblicato da Lì alle 2:44 PM 1 commenti
Ho uno speciale legame con i semi di zucca. Li avete mai assaggiati? Sono uno spuntino ideale ricco di omega 3, ferro, zinco, proprietà antinfiammatorie [...] Ma la cosa che più m'interessa è che fanno bene al cuore. Non li mangio spesso, solo in precisi "stati" della mia vita, ogni volta che devo riflettere su qualcosa di grande o che mi sconvolge emotivamente. In questi casi, esco, prendo la mia bici, mi dirigo al supermercato e afferro il primo sacchetto di semi che trovo. Poi torno a casa, mi siedo sul tappeto e comincio a mangiare con foga, non facendo troppo caso alle bucce dei semi. Pochi giorni fa gli avvenimenti mi hanno portato al solito supermercato e al familiare sacchetto di plastica trasparente, ero ferma a uno dei famosi: "bivi della vita", con la differenza che di strade non ce ne erano solo due. Questo mi ha messo in crisi profonda così, per la prima volta, ho comprato due sacchetti di semi di zucca (convinta non potessero bastare). Il mio pensiero si è spostato dalla dura decisione da prendere a tutti ragazzi che mi hanno fatto rabbrividire almeno una volta. Mi sono accorta che ognuno aveva un suo modo di rapportarsi con me e "una frase tipica" che usava quasi sempre, come un disco e che, al tempo stesso, ne metteva in luce le peculiarità del carattere.
Il primissimo, un ragazzo viziato e complicato, usava sempre la stessa frase: "Ma cosa dici?" non si stupiva mai di nulla, per lui tutto era statico e conosciuto, era inevitabilmente convinto che ogni essere vivente gli ruotasse attorno, venerandolo. Non poteva mostrare questa sua attitudine in pubblico, quindi cercava di riempire e sollevare la sua innaturale indolenza con questa frase, che ripeteva continuamente, fingendosi interessato ai discorsi altrui e consapevole dell'esistenza di un mondo al di là del suo pensiero.
Poi, c'era l'immancabile: "Non fare la bambina", in realtà il nostro rapporto avrebbe potuto essere definito in molti modi, non certo normale. Lui era un ragazzo bello, pieno di sé e di donne. Per un certo periodo ho creduto davvero potesse funzionare, ma ironia della sorte, lui ha continuato a fare l'adulto e io, la bambina.
Un brivido d'eccezione lo ha fatto nascere un tipo particolare, con idee tutte sue, un modo di vita alternativo che non credevo possibile e che per poco tempo, mi ha fatto vedere nuove realtà. La sua frase preferita? "Tu non ti rendi conto", sebbene non ci conoscessimo per niente, litigavamo come una vecchia coppia di sposi, fin dall'inizio non siamo riusciti a trovare un punto neutro in cui sventolare una bandierina bianca; ognuno diceva la sua, ognuno aveva ragione.
Curioso è stato il periodo in cui ho conosciuto il famoso "Te lo prometto", una frase che avrò sentito centinaia di volte, ma il ragazzo che la usava più spesso, lo faceva con attenzione. Era in grado di fare almeno cinque promesse al giorno, paradossalmente le manteneva tutte. Aveva tanti difetti, era volubile e irrimediabilmente individualista, ma ogni volta che usava queste tre, semplici parole, io ero tranquilla e aspettavo. Il guaio arrivava nel momento in cui cercavo di fargli promettere cose che non avrebbe mai potuto darmi.

Se siete ancora interessati alle proprietà dei semi di zucca, leggete QUI
E se dovete risolvere un problema di vita, andate al primo supermercato (scaffale frutta secca!)



!) Cartone francese, la canzone? "A quoi ca sert l'amour" (Edith Piaf) interpretata assieme al marito (Théo Sarapo) anno 1962




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